martedì 15 maggio 2012

Allora

Avete presente quando state parlando no? O scrivendo. Ecco. E vi salta fuori una parolina. Una di quelle che dici MINCHIA. Passate qualche secondo in un profondo silenzio perplesso, poi non ce la fate più. E pensate. Ma che cacchio ho detto? Cioè. Io lo so cosa ho detto, eh? Perchè, per la miseria, quella parola lì ci sta davvero bene. E poi io lo so perchè l'ho messa lì, eh? Vabbè. Fammi cercare su google. E allora digito. Stigrancazzi significato. Ed eccola lì. La parolina. Leggete e vi rendete conto che il significato è esattamente quello che eravate sicuri che fosse. E allora come diamine è possibile. Mi spunta una parola che so cosa vuol dire ma non so cosa vuol dire allora la cerco sul dizionario e scopro cosa vuol dire ma anche che sapevo già cosa voleva dire. No. Parliamone. Perchè io certe volte ne tiro fuori alcune che poi mi fermo e penso. Oh. Ustia se parlo fornito. Sembro uscita da uno Zanichelli. No, scusate. Sembro uscita da Wikipedia. Che oggi si fa più così, no? Comunque. In genere mi succede quando sono incazzata. Si. Che quando mi incazzo tiro fuori dei termini che la gente a isolati di distanza si gira e fa. Oooooh. Meglio ancora se l'oggetto della mia incazzatura è un estraneo. Si. Perchè gli insulti a quelli a cui dò del lei vengono bene ma bene. Che sono si insulti ma sono talmente aggraziati che certe volte il tipo mi guarda, mi sorride e mi dice grazie. E' bello parlare con te. No. E' che io questa abilità l'ho imparata nel Bronx. Che lì la media di intelligenza era circa 0,4%. Inutile dirvi quanto fosse divertente. Che dopo cinque minuti di discussione ci facevo. Oh. Chiudi la bocca che c'hai il rivolino di bava. Pirla. E me ne tornavo allegramente a casa. Che poi mi venivano a citofonare in cinque. Abbellaaaa. Scendi che ti sventro! E io giù a ridere. Vabbè. Ma queste sono altre cose. Che poi la tizia che mi ha fregato il walkman io non l'ho mai perdonata, davvero. Che andava in giro a scrivere Gnègnè&Gnagna amiche 4ever e poi mi fotteva le cose. E mi parlava alle spalle. Ciccia, lei. Che l'altro giorno l'ho incontrata e mi ha urlato un ciao che sembrava avesse visto Gesù Cristo. Ma chi te s'incula. Lo so. Divago tremendamente e parlo come uno scaricatore di porto. Che poi io non l'ho mai sentito parlare, uno scaricatore di porto. Però so che potrebbe essere un'esperienza interessante. Insomma. Forse non dovrei dirvi che mi sto immaginando tutta presa in un discorso tra me e uno scaricatore di porto e sto sghignazzando da sola. E' che il mio cervello funziona così. Mica ce l'ho, io, l'autospegnimento. Il cervello di Ade sta per entrare in modalità stand-by. Premere ok per continuare a stare dietro alle sue cazzate. E che ve lo dico a fare.


Questo post è stato originariamente scritto su Swanza blog, da Ade. E' possibile copiarlo parzialmente o interamente e modificarlo, basta che il post originale venga linkato

8 commenti:

  1. premo ok :D
    anch'io avevo un'amichetta stronza da piccola:mi fregava i compiti nell'intervallo e quando la prof entrava in classe le correva incontro a consegnarli.
    io sempre zitta, timida e sfigata finchè un giorno ho sbroccato e l'ho appesa al muro davanti a tutta la classe, eravamo in secondo media e da allora non mi ha più più fregato niente però

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  2. Adesso voglio sapere gli insulti eruditi che azzittiscono quelli del bronx!

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  3. eh mai frenare la fantasia...

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  4. @BlondeAttack Le amichette stronze vanno appese al muro. Sempre. ;)
    @Patty Azzittivano... perchè adesso nessuno osa più rivolgermi la parola quando passo di lì :p
    @Ernest Mai... o per lo meno provarci!

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  5. :-)

    (ma che bello è capirsi senza parlarsi?)

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  6. Decisamente meglio che parlarsi senza capirsi :p

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Grazie per aver fatto finta di non avere niente di meglio da fare che commentare il mio post... vi lovvo

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