domenica 17 settembre 2017

Carlos Ruiz Zafón, Marina




È passata una vita dall'ultima volta in cui ho pubblicato una recensione. In realtà è passata una vita anche dall'ultima volta che un sacco di altre cose. Comunque. Nonostante tutto questo passaggio di vita, l'Ade del vostro cuore, come immaginerete, non ha smesso di leggere. Anzi. Da quando non sono più una studentessa lavoratrice ho ricominciato alla grande, per recuperare i tre anni di sole letture obbligate (ma non per questo meno piacevoli). Per esempio, ho scoperto Indro Montanelli e la sua "Storia d'Italia", una raccolta di più di venti volumi che io leggerò TUTTI (per chi mi segue su Instagram, vi ricordate quella foto in cui c'è un'Ade felice con in mano una pila di libri? Ecco. Io, il Libraccio e Montanelli.). E va bene.
Parliamo di Marina. Anzi, parliamo di Oscar Drai, un ragazzo che vive in un collegio a Barcellona e che un giorno, camminando per le vie della sua città, si imbatte in una casa inquietante, ci entra, si spaventa a morte e si ritrova a correre come un pazzo con in mano un orologio non suo. Machecazz...
E poi Marina, Germàn, il cimitero e la dama in nero, la farfalla, il mistero di Michail Kolvenik, le marionette, l'album di fotografie, la puzza di cadavere in putrefazione, la morte.
Marina è uno di quei romanzi che ti perseguita finché non arrivi all'ultima pagina. Bellissimo. Lettura caldamente consigliata.

..."Tutta la geografia, la trigonometria e l'aritmetica del mondo non servono a niente se non impari a pensare con la tua testa... e non te lo insegnano in nessuna scuola. Non è mai nel programma."...

..."A volte le cose più reali succedono solo nell'immaginazione, Oscar... ricordiamo solo quello che non è mai accaduto."

"La strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni"

"Che ci fa tante ore nello studio se non dipinge più?"
"Perché è un artista" disse. "Gli artisti vivono nel passato o nel futuro; mai nel presente."


Questo post è stato originariamente scritto su Swanza blog, da Ade. E' possibile copiarlo parzialmente o interamente e modificarlo, basta che il post originale venga linkato



venerdì 21 luglio 2017

Somewhere you belong, Ches.

...Do you feel cold and lost in desperation?
You build up hope
But failure's all you've known
Remember all the sadness and frustration
And let it go
Let it go...

2003, Alcatraz, Milano. 23,00€.

C'è il primo concerto di una piccola rocker arrabbiata.
In mezzo alla folla, occhi e orecchie puntati su di te.
Le lacrime.
Il desiderio di essere anch'io, un giorno, su un palco come quello.
Le tue canzoni nella mia testa.

...I'm tired of being what you want me to be
Feeling so faithless, lost under the surface...

Ciao, Chester.

Per anni sei stato, inconsapevolmente, uno dei miei innumerevoli mariti.
È giusto che ora, finalmente, tu lo sappia.



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giovedì 20 luglio 2017

Fotte sega

In questo periodo sono un po' così.
Ho finito la scuola e mi sento vuota. Avrei giurato che mi sarei sentita felice. In realtà non provo un cazzo. Forse non ho ancora veramente capito.

Che è successo? Chi? Parli con me?

Vabbè.

Luglio 2015. Saltellavo allegra per le strade, convinta che non ci fosse più speranza quindi tanto valeva sbattersene.
Luglio 2016. Stavo in ansia. Tiamonoforsenosentiscusanonloso.
Luglio 2017. Pensavo di poter essere me stessa e invece no. Ma poi chi sono io? Tutto si ribalta.

Un po' di pace, no? 

Vabbè.

La verità è che ci credevo, poi ho smesso, poi ho ricominciato, e adesso ho smesso di nuovo.

Ciao sono Ade e vaffanculo.

Comunque. Lo so che non ci state capendo un cazzo. Ma d'altronde se non capisco io non vedo perchè dovreste capire voi, vi pare?

Non so più come si fa a scrivere, credo. Ma almeno su questo punto non mi darò per vinta.

In realtà io non mi do mai per vinta. Però ci sono un sacco di cose che mi fanno incazzare e a volte vorrei davvero essere capace di darmi per vinta. E ciao.

La dura realtà credo sia che io sono una piccola testa di cazzo ingenua.

No, ma dai?

A volte sono davvero davvero convinta che le cose possano essere GIUSTE. Che la verità vinca. I buoni pure. L'amore per sempre esiste. Le persone che ti amano non ti mentono. Il profitto non è il primo pensiero dell'uomo. Le crudeltà un giorno finiranno. Il mondo tornerà ad essere bello. E cazzate cose così.

Mi viene in mente quella sera, io e te.

Sì, tu. Coglione.

Seduti in un bar a Granada, ubriachi, a discutere su quanto positivi siano la presenza dell'uomo sulla terra e il progresso.

Pensa alle cose buone che abbiamo fatto.

Sì, ma a che prezzo?

Pensa che, piano piano, alla fine miglioriamo.

Penso che se ci estingueremo, un giorno, ce lo saremo meritato.


Ecco. Quella sono io. Quella sono io oggi, ancora.
Io la odio la gente. Odio te. Odio tutte le cazzo di cose di cui pensiamo di non poter fare a meno e non capiamo che non servono a una sega. Odio chi non dice quello che pensa. Odio chi mente. Odio i superficiali. Odio gli stupidi.

Forse, scrivendo questo post, mi sto rendendo conto di quale sia il problema.

Ho ricominciato ad avere il tempo per pensare.

Però voglio guardare il lato positivo.

Ho ricominciato ad avere il tempo anche per scrivere.

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mercoledì 12 luglio 2017

Ok, prima che io spacchi tutto

Qualcuno è in grado di spiegarmi perché questo fottuto blogger dimmerda non mi permette di rispondere ai vostri commenti, né di lasciarne sui blog altrui?!

No, voglio dire. Una rientra in regime di piena libertà dopo tre anni di clausura, dopo qualche giorno di shock finalmente si rende conto di poter ricominciare a svolgere attività utilissime come frequentare i blog, e blogger cheffa?! Mi rema contro?? Ma dico, scherziamo?!

Help me.
Please.
I'm going to destroy everything. EVERYTHING.

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lunedì 10 luglio 2017

The End

E niente.
E' tutto finito ma io non me ne sono ancora veramente accorta.
Sono ufficialmente una donna diplomata da ormai qualche giorno, con il massimo dei voti, of course.
Perché sia mai che io decida di fare una cosa e poi la faccia mediocremente, ci mancherebbe.
Questi tre anni sono stati una dura prova, una strada sempre in salita, e ora che ne sono uscita mi sento come un enorme vuoto nello stomaco.
Ora più che mai ho bisogno di dare un senso a tutto quanto. E' finito il tempo in cui me ne stavo seduta a guardare la vita che mi scorreva davanti, troppo impaurita per fare qualsiasi cosa.
Adesso so cosa posso fare.
Posso fare TUTTO.
Potrà sembrare banale ma per una come me, cresciuta con la convinzione di essere stupida e di doversi sempre accontentare di quello che arriva, questa lotta durata tre anni è stata la prova lampante, per me stessa in primis poi per il mondo, che SI SBAGLIAVANO.
Io come un carro armato ho distrutto tutto quello che avevo costruito perché l'avevo costruito su false certezze. E mi faceva schifo.
Troppo spesso ho subito l'ingiustizia dei pregiudizi, ancora più spesso ho lasciato che quell'ombra si abbattesse su di me e provasse a piegarmi, se non a spezzarmi.
E, ops, scusate. Sono ancora in piedi.
E' giunto il momento di imparare a GRATIFICARSI, mi ha detto qualcuno.
Credo di averlo imparato.

Non so quanto spesso tornerò qui.
Ho poche certezze e molte idee.
E sono felice.

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mercoledì 7 giugno 2017

Di Ade e di me

I muri sono stati abbattuti. I confini non esistono più.
Ade è me. Io sono Ade.

Questo mio percorso sta per concludersi. Ho imparato così tante cose di me, e di Ade. Così tante.
Così tante ne ho lasciate andare, anche.
Tra due settimane esatte darò il mio ultimo esame.
Chi sono diventata, nel frattempo?
E chi diventerò?

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martedì 20 dicembre 2016

Nonostante ormai

Io tutto mi senta, fuorché una blogger, non mi sono ancora decisa ad abbandonare definitivamente questo posto. Credo che, in qualche modo, il saperlo qui mi dia una specie di sicurezza mentale.
Forse dovrebbero internarmi, ma questa è un'altra storia.
Insomma.
Vorrei raccontarvi qualcosa di me, giacché l'Ade che conoscevate un tempo adesso è un'Ade diversa, diciamo un'Ade in transito, o qualcosa di simile.
Ma è piuttosto difficile cominciare a parlare di sé con degli sconosciuti, anzi forse lo è ancora di più iniziare a parlare di sé con qualcuno che ora ci è sconosciuto, ma prima non lo era affatto.
Non so se mi spiego.
Ogni volta che passo di qui mi sento un po' come se entrassi in una stanza che una volta è stata la mia stanza, alle pareti ci sono attaccati tutti i poster che una volta erano i miei poster, nei cassetti vestiti che una volta erano i miei vestiti e, entrandoci, mi sentissi come in luogo mio ma non mio. Mio alla lontana, diciamo.
Ciaone, proprio.
E non mi sono ancora fatta la canna della buonanotte.
Comunque.
Sono qui, seduta alla mia scrivania. Ho tracannato un bicchiere di rosso, mangiato una sgradevole pasta di grano saraceno (no perché, cioè. visto che la sera torni a casa ed è tardi, non vorrai mica mangiare la pasta normale che poi ti vai a coricare e figa fai ciao agli zuccheri nel sangue, ciaoooo. questa è più o meno la spiegazione razionale che mi do quando faccio le cagate e poi voglio convincermi che, alla fine dai, un motivo serio e ragionevole c'era, no?), dell'ottimo tofu con peperoni e capperi, i miei gatti ronfano allegramente sul divano, la lavatrice fa la centrifuga echissenefrega. Tutto questo per dire che, a vedermi così, potrei pure sembrare la solita, cara, vecchia Ade. Gattara, vegetariana, pantofolaia, alcolizzata e con un principio di deficienza congenita. L'ultima l'ho aggiunta perché mi garbava di scrivere "congenita" e comunque questo è ancora il mio cazzo di blog e ci posso scrivere il cazzo che mi pare.
Per giunta, Paco ha appena deciso di interrompere il suo sonno perenne per venire sulle mie gambe a rompere i coglioni.
E niente.
Sapete, di cose qui ne succedono parecchie.
Per esempio, io sono al mio terzo e ormai (spero) ultimo anno di superiori. In camera mia, in cima a una pila di circa venti o venticinque libri da leggere, ce n'è uno sulla cui copertina spicca una roba che fa tipo "guida alle università", o giù di lì.
Poco importa che io abbia quasi trent'anni, mi sento quasi grande. Mi sento quasi all'ennesima svolta della mia vita. Mi sento quasi che ancora non ho capito un cazzo però ce la posso fare.
Mi sento bene, alla fine.
Mi sento in continua competizione con me stessa.
Puoi fare di più, Ade. Lo sai.
C'è aria di cambiamenti, anche. Vestiti e scarpe vecchie da buttare, soppalchi da svuotare, valigie da riempire e poi disfare, amici da perdere, amici da accettare, microfoni da abbandonare, lunghi e dettagliati elenchi da compilare, mille e mille cose da imparare.
Ho un cervello che è una macchina da guerra e mica lo sapevo, prima. Mica ne ero cosciente, prima.
Penso che se mi mettessi a scrivere una lista delle cose che prima non sapevo e adesso so potrei scriverci un post così lungo da riempire un blog intero che, a un certo punto, il capo supremo dei blog mi telefonerebbe e, con fare intimidatorio, mi direbbe oh ciccia hai finito o no.
Sì, ho finito.
Non ho più un cazzo da dire e lo dico come cazzo mi pare, che non ho più un cazzo da dire. Perché questo è o non è ancora il mio cazzo di blog, sì?

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