sabato 11 luglio 2015

Sempre alla ricerca di qualcosa

Che sia un'emozione. O una parte di me ancora sconosciuta. Un silenzio. Una voce. Una canzone. Un ricordo. Una paura.
Mi chiudo in camera e piango in silenzio.
Tutto ciò che ho intorno l'ho scelto io. Accettalo. Vivilo.
Sai che esiste solo oggi, solo adesso. Ieri è andato, finito. Domani non lo sai, non davvero. Ma guardare indietro per paura dell'ignoto non è una soluzione. Guardare indietro per il terrore del vuoto che ti si crea intorno nemmeno, lo sai.
Ciò che eri e che non sei più.
Non posso più essere per te la parte di me che tu vuoi e celare tutto il resto che di me tu non vorresti mai.
Tutto quello che siamo stati, tutto quello che non saremo mai.
Scriverò di me in una canzone, questo è quello che so fare.  Questo è quello che mi serve, per lasciarti andare.

Questo post è stato originariamente scritto su Swanza blog, da Ade. E' possibile copiarlo parzialmente o interamente e modificarlo, basta che il post originale venga linkato

Ade c'è.

E ce l'ha fatta. 
Volevo solo dirvelo.


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domenica 17 maggio 2015

È stato come mettere la vita in pausa

E adesso che hai avuto il coraggio di schiacciare di nuovo quel cazzo di "play" lo vedi, eh?
Lo vedi che non c'è niente, NIENTE, di cui aver paura.

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martedì 17 febbraio 2015

Polpettine di broccoli dell'amata/My lover's broccoli balls


Ciao, marmaglia di blog. Questi ultimi giorni sono stati per me parecchio schifosi ed io sono ancora in via di guarigione e ripresa, o almeno questo è quello che spero nei momenti belli. In quelli brutti, beh, morirò presto, la vita è una merda, il tempo fa schifo, il mio cane è scemo ed io che pensavo che fossero esseri intelligenti e cose così. Comunque. Siccome ho la forza fisica di un bradipo e il cervello compromesso dalla recente mancanza di carboidrati (a cui sto caparbiamente ponendo rimedio, ora che riesco ad utilizzare nuovamente il mio bellissimo ed attraente esofago, che fino a poco fa gradiva, il signorino, solo latte di soia al cioccolato), non riesco a fare nulla che richieda una di queste due simpatiche doti e, siccome per scrivere uso solo un neurone, eccomi qui con voi, amici. Ora, sapete bene che ormai sono una blogger fallita, la gente mi vede per strada e punta l'indice contro di me urlando: "è lei, è lei! la blogger che non scrive! alla forca! vogliamo la sua testa su una picca!" (sì, guardo troppe serie tv. e ultimamente la favorita è il trono di spade. cazzo devo dirvi), tuttavia non sono in grado di abbandonare definitivamente questo posto, sono un tipo abitudinario, una volta mi drogavo, mi piaceva la vodka e tutto questo deve avermi compromessa irreparabilmente. Sì, dicevo? Ah, ecco. Blogger fallita. Chiunque capiti qui crederà (dio, mi viene quasi la nausea al pensiero) di essere approdato in un... come li chiamano, dai. Aiutatemi voi. I... foodblog? Blogfood? Bloodfog? Snoopdog? Va bene, la smetto. No, comunque io li adoro, i foodblog. Sul serio. Se non ci fossero dovrebbero inventarli. Ma ci sono, no? Ok, ok. Ho finito. La verità è che, dai, lungi da me il vedermi affibbiata questa definizione. Non per altro, eh? Evviva i foodblog (continuo a ridere, dovreste vedermi. davvero. che poi ho la tosse e ridere convulsamente come un esserino malvagio è davvero uno strazio), cioè, io li consulto CONTINUAMENTE. E sono sempre un sacco carini, precisi, con tutte le loro foto carine, precise. Non so, non mi vengono altri aggettivi ora come ora. E poi penso al mio blog. E mi immagino una tizia o un tizio che casualmente digitano su google una ricetta e arrivano al mio blog. E si trovano a leggere cose come questa qui sopra che ho appena scritto. E niente. Mi viene un sacco da ridere. Cioè, ve li immaginate?
Vabbè. Questa ricetta qui me l'ha passata la mia amata. E anche qui sto ridendo come un troll senza denti sperduto in aperta campagna (non so perché l'ho scritto, fermatemi). No, davvero. È buffissimo perché, se fate caso al titolo del post no? E provate a digitare la parte in inglese in google translate, no? Ecco, provate. Io sto ancora ridendo.

POLPETTINE DI BROCCOLI/BROCCOLI BALLS

Ingredienti/Ingredients:
  • 2 broccoli
  • 1 uovo/1 egg
  • grana padano/parmesan cheese
  • pangrattato q.b./bread crumbs
  • sale/salt
  • pepe/pepper
  • maggiorana/marjoram
  • timo/thyme
  • aglio in polvere/garlic powder
  • olio/olive oil
Preparazione/Preparation:

-Bollite i broccoli e schiacciateli con l'uovo, il grana, le spezie, il sale, e un po' di pangrattato finché non risulterà abbastanza duro da poter formare le polpette/First, after boiled broccoli, mash them with 1 egg, spices, salt, parmesan and some bread crumbs until you have a mixture fit to the balls.

-Formate le polpette e passatele nel pangrattato, poi friggetele in un filo d'olio finché saranno dorate e croccanti/Then, shape the balls, pass them in the bread crumbs and fry them in olive oil, until will be crisp.


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martedì 10 febbraio 2015

Ossessione #4



"...I was born sick, but I love it, command me to be well..."

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lunedì 5 gennaio 2015

Torta soffice ricotta e yogurt/Soft cake ricotta and yogurt


Hello my darlings!
Come avete iniziato questo presumibilmente fantastico anno nuovo?
Io col raffreddore, in culo a lui.
Comunque. Questa mattina mi sono svegliata col proposito di studiare come se dovessi nutrire un supercervello affamato ma, chevvelodico affare, sono qui che scrivo a voi. E ho in forno una torta. Vabbè. Ormai sono qui, vedrò di rendere produttivo questo prezioso tempo.
Dunque, cosa vi posso dire dell'anno passato? E secondo voi me lo ricordo? Ottimisti.
Vediamo, le prime cose che mi saltano in mente sono:
-ho ricevuto una proposta editoriale da una casa editrice che, però, voleva il cash. Le ho fatto ciao con la manina guantata e cippa.
-ho trovato degli amici fantastici.
-ho detto addio al negozio del Disturbatore (e, al momento, anche a lui).
-ho trovato un cane e Mr.Ade ed io l'abbiamo chiamato Sam, come Sam Winchester di Supernatural. Perché abbiamo entrambi le rotelle fuori posto, ma anche perché, alla fine, è un nome che gli sta proprio a pennello.
-ho iniziato a guardare The Vampire Diaries (grazie amata!) e ho aggiunto un nuovo marito alla mia collezione.
-sto leggendo i promessi sposi e, posso dirlo? 'na pizza.
-ho ricevuto in regalo (da BabboMr.AdeNatale) un meraviglioso microfono.
Bene, per finirla con questa noiosa lista di cazzi miei, vi lascio alla ricetta della torta che, alla fine, ero venuta qui anche per questo.


TORTA SOFFICE RICOTTA E YOGURT/SOFT CAKE RICOTTA AND YOGURT

Ingredienti/ingredients:
  • 200 g di farina 0/200 grams 0 flour
  • 100 g di zucchero integrale di canna/100 grams brown sugar
  • 2 uova/2 eggs
  • 150 g di ricotta/150 grams ricotta
  • 125 g di yogurt bianco/125 grams white yogurt
  • la buccia grattugiata di mezzo limone/grated peel of half lemon
  • una bustina di lievito per dolci/1 sachet baking powder
Preparazione/preparation:

-In una ciotola amalgamate ricotta, yogurt, zucchero e uova/in a bowl, mix ricotta, yogurt, sugar and eggs. 
-Aggiungete la farina, il lievito e la buccia di limone/add flour, baking powder and lemon peel. -Rivestite uno stampo con carta da forno e infornate a 180° per 40 minuti/cover a cake pan with baking paper and bake 180° for 40 minutes.
-Una spolverata di zucchero a velo e via!/dust with powdered sugar and enjoy your cake!

Grazie a Patty per le meravigliose foto, in ricordo di quella stupenda giornata passata insieme a divorare cibo e a drogarci di serie tv. Love U ♥


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lunedì 29 dicembre 2014

Tornare a scuola

A ventisette anni, è una decisione che non tutti sono in grado di capire.
Per esempio, Il Disturbatore, non l'ha mai capita.
Non la capiva quando volevo tornare a scuola a venti tre, figurarsi ora.
Solo che, a venti tre, ero ancora succube. Ora no. E c'è una bella differenza.
Ma non sono qui per parlare di lui, certo che no.
Sono qui per raccontarvi qualcosa di me, che non lo faccio da tanto tempo.
Come vi ho già accennato, a Settembre di quest'anno ho iniziato a frequentare una scuola serale per recuperare un diploma che, per cause che non starò a spiegarvi (ma chi mi segue da un po' dovrebbe conoscere), non ho preso quando avrei dovuto.
Per me, che sono l'antisocialità, ritrovarmi in una classe con ventisette cristiani è stato un trauma.
La mia prima vicina di banco è stata una ragazza eritrea con delle fantastiche treccine che continuava a sbattere pericolosamente vicino alla mia faccia. Poi si girava e mi diceva "scusa, sto invadendo il tuo spazio! Vuoi una caramella?". Inutile dirvi che è durata poco, nel giro di qualche giorno si è spostata nella fila dietro.
La seconda vicina di banco è stata una diciottenne pugliese, appena arrivata a Milano per seguire il suo ragazzo. Lei non faceva altro che parlare e parlare e parlare ed io fingevo di ascoltarla bestemmiando mentalmente. Il nostro amore è finito quando ha scoperto che io il sabato sera non vado sui navigli e ascolto musica rock ("che musica ascolti?" "rock" "ah, e che musica è?").
Alla fine ho sfrattato l'eritrea e nella fila dietro ci sono andata io, e fanculo al mondo.
All'inizio è stata dura. Superate le prime settimane, il gioco ha cominciato a farsi pesante ed io ho avuto momenti di sconforto tali, che mi chiudevo in casa a pensare a quanto la mia vita fosse un totale fallimento.
Per una come me, educata a credere di essere una deficiente, non è una cosa poi così nuova. Sono cose che capitano spesso, anzi. Basta veramente poco per far scattare la molla del "non sai fare un cazzo" ma, fortunatamente, ho imparato a uscirne. Con fatica proporzionata alla misura del trauma, ma alla fine ne esco.
E così è stato. Mi sono ripresa e ho iniziato a fare sul serio.
Ce la posso fare, e ce la farò. Vi pare?
Ora però la smetto di fare la sborona e vado a studiare chimica. Che è meglio.

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