lunedì 14 maggio 2012

Perseveranza, è la parola giusta


Sono le otto del mattino e già mi girano, sono le parole che mi rimbalzano in testa in questo momento. Comunque. Sabato sono stata la donna più felice della terra. O almeno penso. Perchè non è che io conosca tutte le donne della terra. E non posso essere così sicura di questa mia affermazione. E va bene. Il salone del libro è stato un delirio. Io e Mister Ade siamo partiti a mezzogiorno dal negozio. Siamo arrivati a destinazione alle due. Io, che non sono assolutamente un tipo ansioso, ho cercato subito la sala gialla. Quella dove, due ore e mezza dopo, avrei visto Ammaniti. Il mio mito. Il tizio all'ingresso mi dice. Tranquilla, vieni qui per le quattro e un quarto. E allora giriamo. Fa caldo. C'è troppa gente. Compriamo qualche libro? Non se ne parla neanche. Non so voi, ma io per comprare libri ho bisogno di pace. E lì di pace non se ne vedeva nemmeno in lontananza. Così tra spintoni, manate e pestaggi dei piedi, si fanno le tre e mezza. Decido di tornare alla sala gialla per tastare la situazione. Ci perdiamo. E io, che non vado assolutamente mai in panico, comincio ad innervosirmi. Finalmente la si trova. Sgattaiolo davanti alla lunghissima fila che già c'è, e sento tizio che controlla la porta che dice a una tizia. No è che mi sa che riesco a farne entrare solo una decina. Perchè se la gente che sta dentro decide di non uscire funziona così. Gocce di sudore mi si congelano sulla fronte e sotto le ascelle. Le parolacce più oscene si fanno largo nella mia mente. Comincio ad immaginarmi rossa in viso. Che inveisco contro lo sventurato. Dicendogli vaffanculo. Che io lotto per avere mezza fottuta giornata di ferie, vengo da Milano e se tu non mi fai entrare, immonda testa di cazzo, giuro che ti apro in due usando solo le chiavi di casa. Alla fine entro. Tizio ha cercato di lasciare fuori Mister Ade (che forse ci sarebbe pure rimasto volentieri) ma la mia occhiata terroristica l'ha convinto che no. Non era il caso. Ammaniti legge un racconto e parla per un'oretta. Io rido per tutto il tempo. E' fantastico. Usciamo e mi infilo in una ressa di mostri che mi si arrampicano addosso, per avere una sua firma sul libro. Dopo un pò di insulti rivolti a una tipa che voleva sedersi sulle mie spalle finalmente la ottengo. Ma non sono soddisfatta. Ci allontaniamo un poco. Prendiamo un gelato. Ci riavviciniamo. La gente è andata via. Niccolò si alza e io lo bracco. Che te la fai fare una foto? Certo. Mister Ade era seduto poco lontano con tutte le mie robe in mano. Smollo il telefono al primo che mi trovo davanti e, giustamente, becco l'unico pirla che non sa fare una foto con l'IPhone. Quindi mi fa un video. Un ridicolissimo video in cui io rido nervosamente cercando di spiegargli come si cambia l'impostazione. Ce la fa. E scatta due foto. Una è quella che vedete qui sopra. In cui io vorrei sprofondare e Niccolò se la ride. L'altra è una cosa che davvero non si può guardare. Io c'ho una faccia da imbecille totale. Però ho il video. E ho già obbligato Mister Ade ad estrapolare un immagine decente. Insomma. Niccolò mi ha stretto la mano. E tutto sto casino va bene. Perchè ne è valsa la pena. Dopo la felicità, però, c'è stata la depressione. Perchè io no. Non sarò mai brava nemmeno la metà, di questo mostro sacro della scrittura. E ieri ho passato la giornata a scrivere e cancellare, scrivere e cancellare. Passerà. Comunque. Volevo dire a Patty che no. Non mi ha chiesto di sposarlo. Pace.

Questo post è stato originariamente scritto su Swanza blog, da Ade. E' possibile copiarlo parzialmente o interamente e modificarlo, basta che il post originale venga linkato


8 commenti:

  1. dai ce l'hai fatta grande!
    Domenica ero alla fiera... che spettacolo, logicamente ho speso troppo.

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  2. Sei andato anche tu! :D No io non ho comprato niente.. un pò la ressa un pò l'ansia per Niccolò :p

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  3. sìììì, sììì, SIIIII'!!!
    Non te l'ha chiesto solo perchè c'era mister Ade comunque!
    E non fare questi pensieri, che li faccio sempre anch'io, ma non portano da nessuna parte. Che oltretutto prima di dire che non puoi farcela devi provarci in maniera seria.

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  4. Wow, che bello che tu sia riuscita a incontrare il tuo mito! Però non devi mai smettere di scrivere se questo è il tuo sogno (che detto da me... va be') non importa se non scrivi come il tuo scrittore preferito, devi tentare comunque, forse anche lui aveva un mito che credeva di non poter eguagliare, no? Almeno io la penso così ;) Io sono per il non arrendersi mai, e poi sarei curiosa di leggere quello che scrivi! (io potrei anche farti leggere quello che ho scritto io... con molta fatica aggiungerei) Besos!

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  5. ahahaha!!!Alla fine allora il video è tornato utile :)
    Mi fa pacere che ce l'hai fatta!

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  6. @Patty Si lo so, infatti gli ho infilato in tasca il mio numero di telefono (ovviamente scherzo, prima che qualcuno pensi che sono una maniaca)
    @Fiona Grazie per il supporto :) In effetti non l'avevo ancora vista sotto questo aspetto... sarebbe carino scambiarci consigli letterari :D
    @Lovels Grazie! Si, alla fine si. Per fortuna! Se no giuro che avrei potuto fargli del male :p

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  7. ok. questo significa che anch'io un giorno potrò incontrare il mio mito. riferimento assoluto nella vita, nell'amore ora e per il futuro. e so già cosa gli dirò, come esordirò. ovvio. salutandolo:
    "hello, spank!"

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    1. Sento odore di presa per il culo, qui.

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Grazie per aver fatto finta di non avere niente di meglio da fare che commentare il mio post... vi lovvo

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