giovedì 12 giugno 2014

Il mahjong insegna

Che quando fai le cose senza arrovellarti troppo sulle logiche, ma seguendo semplicemente l'istinto, tutto ti riesce incredibilmente meglio. E non importa se poi non riesci a spiegarti il perché.
Perdonami se nonostante sia stata educata alla remissione, alla menzogna e all'accettazione sono particolarmente avvezza a infrangere ogni regola, a dire sempre ciò che penso, a riderti in faccia quando dici una cazzata, ad accogliere ogni sfida, a rialzarmi quando cado, a non sopportare obblighi e restrizioni, a credere in me stessa.
È ammirevole, davvero, che in questi ventisei anni tu abbia messo cotanto impegno nel cercare di bistrattare ogni mia capacità, provando a rendermi così insicura e maledettamente autocritica che, ne eri certo, mai e poi mai sarei riuscita in qualcosa, rischiando di raggiungere obiettivi che tu non sei riuscito ad afferrare, e mai e poi mai avrei smesso di aver bisogno di te, avresti sempre potuto contare sulla mia totale sottomissione.
Io, così incapace di camminare da sola. Io, così bisognosa di essere tenuta per mano.
Nei tuoi occhi scorre tutta la delusione che la bocca tace ed io, cullata da una nuvola di egoismo innato ma rimasto sedato e nascosto per tanto tempo, sorrido.
Mai avrei creduto di potermi innamorare della mia totale imperfezione.
Mai avrei pensato di essere in grado di mollare gli ormeggi e lasciare che il mare, calmo o in tempesta, decidesse per me.

Questo post è stato originariamente scritto su Swanza blog, da Ade. E' possibile copiarlo parzialmente o interamente e modificarlo, basta che il post originale venga linkato

3 commenti:

  1. Io lo sapevo già che se quando vuoi e ti impegni spacchi i culi a tutti. :D

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  2. Il problema è che tu ti dimentichi di guardarti allo specchio. Quanto sei, tu.

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Grazie per aver fatto finta di non avere niente di meglio da fare che commentare il mio post... vi lovvo

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