domenica 16 settembre 2012

Risotto ai peperoni & altre piccole consolazioni


Che l'altra sera son tornata a casa ed ero triste. Che questo trasloco mi sta devastando. Più psicologicamente che altro. Temo di essere legata a questa casa più di quanto pensassi. E l'idea di spogliarla e lasciarla vuota e sola, mi deprime. Parecchio. Allora ho stappato il vino, mi son tirata su le maniche e ho cominciato a cucinare. Che ne avevo bisogno. Per rilassarmi. E per un po' non pensare più a niente. Se non alla mia cena. Al profumo della salvia nelle patate. Alla cipolla che rosola in pentola. Ai peperoni coperti di spezie. E al mio bicchiere pieno di vino. Che fa sempre un sacco di compagnia.

Ingredienti per tanto risotto:
  • tre o quattro peperoni misti
  • mezza cipolla rossa
  • olio extravergine
  • sei manciate abbondanti di riso
  • paprika dolce
  • senape in polvere
  • curry
  • sale
Prepararlo:

Prima di tutto bisogna tritare finemente la cipolla. Vi prego non fate gli svogliati, eh. Che mi ficcate la cipolla nell'olio a bistecche. Santa pazienza. Poi. Tagliate i peperoni a tocchetti piccoli e aggiungeteli al soffritto di cipolla. Coprite e lasciate rosolare a fuoco basso per pochi minuti. Poi. Aggiungete un mestolo d'acqua, un pizzico di sale, una spolverata di paprika, curry e senape e coprite. Lasciate cuocere ancora qualche minuto e aggiungete il riso. A questo punto ci siamo. Aggiungete acqua quanto basta perché sia a filo con il riso (che conosco gente che il riso lo fa bollire in litri d'acqua e poi si lamenta che "però a me il risotto così buono mica mi viene". e capirai.), salate, coprite e lasciate cuocere. E qui ve lo dico. Non è che potete andare a giocare al pc e dimenticarvi di tutto il resto, eh. Il risotto va seguito. Bisogna aggiungere acqua quando si asciuga. Controllare la cottura (al dente, per favore. non pappone, eh) e, al momento giusto, spegnere il fuoco e lasciarlo mantecare qualche minuto. E basta. La consolazione è servita.

Per concludere eccovi la dimostrazione della mia immensa tristezza. La libreria vuota. E io malaticcia sul divano che la fotografo perché il tg5 davvero non lo posso guardare.



E la gatta stronza a cui piacciono i traslochi. E i cartoni. Maledetta lei.


Questo post è stato originariamente scritto su Swanza blog, da Ade. E' possibile copiarlo parzialmente o interamente e modificarlo, basta che il post originale venga linkato

21 commenti:

  1. ho chiesto un parere. alla mia, di gatta.
    dice che non è vero che le gatte amano i traslochi, è che per una che ha visto e stravisto i suoi 100 metriquadri da ogni possibile visuale, che ha provato ogni traiettoria compatibile con la fisica, cambiare casa è il raddoppio dell'universo.
    tutto qui.
    dice anche che anche tu hai bisogno di pareti nuove cui appendere un altro pezzo di vita. pareti pulite da colorare.
    questo dice la gatta, te lo riporto alla lettera.

    unico rammarico:
    non poter fare a fette un fantastico divano rosso e nuovo.

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    1. La tua gatta è saggia, cacchio.
      Bisognerebbe farle conoscere, le gatte. Chissà. Magari La Stronza impara qualcosa.
      Nessuno avrà il mio divano. Nessuno. Lui è mio.

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  2. Al solo pensiero del piattone di riso sale il terrore e sudo freddo (no per la tua cucina, sono allergica, poveretta me). Ma le patate alle salvia mi ispirano assai, così come il vinello e la gatta paciosa ;)
    Forza e coraggio... Lo so che le librerie vuote mettono sempre un certo magone.

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    1. Ehi, però. Adesso so come ucciderti. Mai rivelare certe cose all'Ade. Eh. :D

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    2. nuooooo! mi vedresti piegata a metà, agonizzante e sbavante.

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  3. La libreria vuota è un colpo al cuore.
    però poi riempirà e sarà di nuovo bella. e farai una bella foto :)
    e io ancora devo pubblicare la foto della mia lasagna.
    ma la farò. tranquilla.

    ps: ho comprato Cecità di Saramago :D

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    1. Io aspetto la foto della lasagna, cacchio. Sbrigati, eh. :)
      In questi giorni sono troppo demoralizzata/incazzosa/vaffanculo a tutti. Ma mi riprenderò. E farò un sacco di foto.
      Bello Cecità, eh. Hai seguito il mio consiglio. Figo. Fammi sapere cosa ne pensi, poi. Aspetto.

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  4. Ok. Questi potrebbero piacermi..
    E sottoscrivo la libreria vuota come indice del male

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    1. Grazie. La tua solidarità mi commuove.
      E adesso eliminati.

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  5. Grazie che ci hai risparmiato il tg5, grazie che ti sei risparmiata il tg5. Un abbraccino virtuale :*

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    1. Prego, eh. Dovere. :D
      Mi piglio l'abbraccino.
      Grazie. :)

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  6. Sì, ma io ho già fame (sono le ore 11.38, ci tengo a farlo notare).

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    1. Oh beh. Io ho sempre fame. Benvenuta nel club. :D

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  7. Povera, resisti, pat pat! Pensa alle ore di vita passate in viaggio di cui ti riapproprierai!
    A me non piacciono tantissimo i peperoni nel risotto e nella pasta, il che è bizzarro perchè li adoro nel cous cous.

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    1. Oh ma dovresti assaggiare il mio risotto. Eh.
      Comunque.
      Hai ragione.
      Riesci sempre a tirarmi su il morale, tu.
      Però sono ancora incazzata.
      E scusa se non ho risposto alla mail.
      Sono un'amica dimmerda, ultimamente.

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  8. che bella faccia sto risotto *_* e la gattina è tenerissima!
    guarda ti capisco, anch'io quando ho dovuto affrontare un trasloco pensavo di essere moooolto meno legata a quella casa, e vederla piano piano diventare sempre più spoglia e triste è stato emotivamente tremendo :( ti riprenderai però.. oggi sono malaticcia anch'io ^_^

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    1. Grazie :)
      E' proprio così. Tremendo. Spero finisca in fretta.
      Benvenuta, comunque. :D

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  9. quanto è utile il cibo in quelle situazioni! Ottimo piatto!

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    1. Grazie Ernest!
      Se non ci fosse il cibo... :D

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  10. Cara Ade grazie per la ricetta, stavo giusto cercando una ricetta con cui utilizzare gli ultimi peperoni del mio giardino. Quello che caratterizza la tua descrizione è il preambolo: dallo stappare il vino al desiderio di mettersi a preparare un piatto attraverso semplici "azioni minime", senza pensare ad altro ma essendo presenti solo in ciò che si sta facendo (sbucciare una cipolla, affettare un peperone...) che porta inevitabilemnte ad illuminare quel preciso momento; tutto ciò mi è venuto alla mente osservando i dipinti del grande Vermeer in esposizione a Roma, dipinti che ritraggono donne nelle azioni minime di tutti giorni.
    Ok preparo il risotto...

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    1. Grazie a te per il tuo commento... :)
      Mi piace sapere che le mie parole evocano in voi ricordi, immagini e pensieri.
      Comunque.
      Chissà che buono, il risotto con i tuoi peperoni. ;)

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Grazie per aver fatto finta di non avere niente di meglio da fare che commentare il mio post... vi lovvo

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