lunedì 14 ottobre 2013

Caro diario, vaffanculo.

E già dal titolo, ci siamo capiti. No?
Voglio dire, io non sono certo qui per sproloquiare sui miei problemi di vita, questo mi pare ovvio. Dunque quando la vita mi rompe i coglioni, sparisco. Puf. Perché a me le persone che si lamentano danno fastidio. Mi fanno prurito, proprio. E quando il mio umore è tale da rendermi incapace di pensare ad altro, se non alle mie sfighe, io fuggo. Perché a fingere non sono affatto brava.
Detto questo, op op op. Andiamo avanti. Non che io abbia molto da dire, per la verità. Se tracciamo una riga su ciò che mi fa incazzare, quel che rimane è veramente poco. Ho una valanga di propositi da realizzare, ma non ho la testa per mettermici seriamente. Quindi sprofondo il culo sul divano e mi drogo guardando un milione di episodi di The Mentalist, per dirne una. Oppure mi piazzo al computer e trascrivo il libro del bisnonno, per dirne un'altra. Oppure m'infilo le cuffie e immagino cose, focalizzo cose, penso a cose. Il tutto rigorosamente con la stufetta puntata sui piedi, a manetta. Che cazzo. Ma nascere, chessò, a Miami? No? Era chiedere troppo?
Comunque.
Quando ero alta più o meno come un cactus nano, avevo l'abitudine di tenere un diario. Ovviamente, come ogni piccola adolescente irritante che si rispetti, iniziavo ogni pagina con il classico "caro diario" (almeno fino ai 13 anni, quando ho iniziato a farmi le canne e allora iniziavo a scrivere con "ciao! sono ade! quella di ieri, ti ricordi? baci baci xyx hardcore 4ever. parliamone. poi la gente si chiede perché sono acida.) e lo consideravo un mio amico, proprio. Già. Con lui parlavo di tutto. Gli raccontavo le mie giornate, cosa avevo mangiato, perché, eccetera. Ma ciò che mi veniva meglio in assoluto, era parlargli delle mie sfortune. Sì. Più ero triste e più scrivevo. E poi mi sentivo meglio? Assolutamente no. Ma non siamo mica qui per dare una spiegazione a tutto, no? Non vorrete mica sapere perché il sole è giallo e il cielo è azzurro, eh? Che diamine.
Cosa stavo dicendo? Ah, sì. Il diario. A un certo punto, ho smesso. Ho preso tutti i vecchi diari che ho trovato, li ho buttati in un borsone e ciao.
Un giorno, poi, ho riaperto quel borsone puzzolente e ho dato una sfogliata annoiata a quelle pagine. Le conservavo perché, boh, magari un giorno, boh. Guardandole, tutto ciò che mi veniva da pensare era "patetica". Dio quanto eri patetica, Ade. Santa la pazienza mia. E allora li ho buttati. Tutti. Perché mi facevano venire prurito. E io lo detesto, il prurito. E detesto detestare il prurito. Ma che davero? Davero davero?
E niente. Alla fine, non lo so quale dovrebbe essere la morale di tutto questo. Forse che vaffanculo al diario segreto, se sono triste mi sparo quattro ore di serie tv mangiando patatine alla paprika, chi c'ha voglia di lamentarsi? O forse che anche le persone tristi possono migliorare, a volte. Guardate me! No, dico. Guardatemi! Non sono forse l'immagine della gioiosità? Sì. La sto smettendo.
No, l'ho capito. In questo preciso istante giuro che l'ho capito, qual è la morale.
Se sei triste, fanculo al diario segreto. Apri un blog. E scrivici talmente tante cazzate che, vedrai. Alla fine ti verrà da ridere. E allora ridi.

Questo post è stato originariamente scritto su Swanza blog, da Ade. E' possibile copiarlo parzialmente o interamente e modificarlo, basta che il post originale venga linkato

27 commenti:

  1. Anche io avevo questa mania da grafomane di tenere diari, diarietti, quadernini, libretti e quant'altro. Bastava avesse la copertina rigida ed avevo un nuovo amichetto. Qualche anno fa mi sono ricapitati in mano, mi son vergognata talmente tanto che li ho fatto finire direttamente nella stufa a legna.

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    1. Vabbè, ma com'è che tu hai una stufa a legna e io no?

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    2. Ahahah idem,compresi il patetica e stufa a legna incorporata. E soprattutto Miami.

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    3. Ade, perché abito in culandia, magico paesino all'estremo nord piemontese, dove il freddo non è cane, è proprio bastardo!

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  2. anch'io ho provato a scrivere un diario.
    solo che ho cominciato subito con un errore:
    "Caro Dario"
    ma non è tanto l'errore in sé quanto il fatto che mia zia, dalla quale vivevo, ad un certo punto, più o meno di punto in bianco, ha cominciato a chiedermi in modo più o meno velato "chi cazzo 'sto è dario???"

    e niente, ho smesso. ecceccazzo!

    http://www.youtube.com/watch?v=TKfeYYA6b7w&hd=1

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  3. Diario con la chiave. Tipico. Copertina rosa e lucchetto. E' durata un anno forse.
    Non ricordo bene nemmeno l'età. 13 anni? Boh. Di sicuro abbandonato perchè mi annoiai già allora, delle stroxxate che scrivevo.
    Ma dici che un blog è la sua versione 2.0?
    Maledetta me, non ne verrò mai fuori...

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    1. Dipende. Per quanto mi riguarda, comunque, spero vivamente di no. Questo è il mio luogo. Non un diario. Se fosse un diario sarebbe triste. E probabilmente anche noioso.

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    2. Anche per me è un luogo, il mio. Ci faccio quello che mi pare e scrivo di quello che mi piace. E anche di quello che non mi piace.
      Mi hai tolto un peso-:)

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  4. Io non ricordo di avere tenuto diari, diciamo che la voglia di scrivere mi è poi venuta dopo... però l'altro giorno ho ritrovato un piccolo diari delle elementari con disegni dei compagni come dediche, un antitristezza insomma. :-)

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    1. Ma perché, da piccoli, voi maschietti siete meno complicati. :p

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  5. ebbi un diario più o meno a 12 anni.
    vi scrissi di un amore per una donna più grande di me che ne aveva 13.
    mi ricordo solo questo. il diario e lei.
    In seguito, piuttosto che tenere un diario mio preferii di gran lunga infiltrarmi di notte nelle case e vergare lunghe pagine sui diari di altre persone. scrivevo di buoni sentimenti e delle cose che la vita dà e che la vita toglie.
    mi inventavo la vita degli altri riempiendola di tutte le cose che avrebbero voluto.
    e loro cominciarono a rispondermi raccontandomi quali fossero, le cose che avrebbero voluto, fino che ad un certo punto non cominciai a cercare di far loro avere quelle cose.
    Ma le persone erano sempre di più e non riuscivo a passare da tutti, e alla fine decisi che avrei, una volta all'anno, noleggiato un mezzo veloce che mi potesse portare in tutte quelle case.
    la prima volta che accadde fu quasi allo scadere dell'anno, era dicembre.
    fu così che cominciai.
    SK

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    1. Ecco, invece lui. Lui no. Lui è lo strappo alla regola. :)

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  6. Anche io avevo un fottio di diari. Da quelli seri col lucchetto e chiave, a quei comunissimi quadernini colorati con le spirali della Monocromo. Figurati se mi metto a comprare una Moleskine! Le mie stronzate non son degne! E ce l'ho ancora, quello della Monocromo, nel cassetto del comodino. Sono mesi che non ci scrivo più. Ma lo tengo lì in casi di necessità estrema, nsi sa mai!

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    1. Io usavo dei banalissimo quadernini di scuola. Nemmeno mi davo pena per averne uno con le spirali. Ci scarabocchiavo su boiate su boiate. No, non sarei più in grado di tenere un diario. Non me ne fregherebbe niente, credo. Perché i sentimenti sono così. Volano. E io li lascio volare via.

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  7. wiiiii i diari! oddeo che imbarazzo... io li ho tenuti.
    e comunque il blog ti viene meglio.

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  8. Io li avevo. Alcuni li ho buttati perchè troppo ridicoli e noiosi. Io facevo le mie top 5 dei maschi che mi piacevano di più. PATETICO.
    Alcuni li ho conservati. Sono quelli che racchiudono la parte di me più vera e sofferente. Inoltre ne avevo uno fino a qualche mese fa. Ci scrivevo di rado, ma ci scrivevo. Lo tengo dentro al cassetto per ogni eventualità.
    Che poi un pò mi manca.

    Tu. Sei bella sai. :)

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    1. Oddio. Rido. E tanto.
      Ecco, vedi? È quello il punto. Io non la voglio, quella parte di me. Non me ne faccio niente. A cosa mi serve raccontare a un pezzo di carta che sto soffrendo?
      Balliamo, dai. ;)

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  9. è che non si può non amare l'ade.

    e lo stesso: ade, vaffanculo, eh. :-)

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    1. Hai ragione. Non si può non amare l'Ade. Perché poi l'Ade te viene a pija. E te suona. O no?
      È sempre bello mandarsi a fanculo reciprocamente. Ah. Che dolce suono.

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  10. Ho sempre avuto un diario, da fin quando me lo ricordo. Mi è sempre piaciuto scrivere, mi faceva bene alla salute. E lo fa tutt'ora!

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    1. Beh, è una fortuna che non siamo tutti uguali. Sai che monotonia?

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  11. Anche io ho sempre tenuto un diario e la maggior parte delle volte ci scrivevo su solo per lamentarmi - non farti venire prurito, ti prego lol. Ora ci scrivo molto meno frequentemente (l'ultima volta credo fosse ad aprile, per dire), ma la questione del lamentarmi non é cambiata, forse perché così mi sfogo su quelle pagine e poi basta, sto meglio.
    Se i miei diari li leggessi tu, molto probabilmente non butteresti loro in un borsone e poi via, ma me direttamente XD

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  12. A me piace avere un diario, ma non l'ho mai chiamato caro. Lo tratto più come la lista della spesa.

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    1. Ma sì. Perché noi siamo romantiche come la carta da parati ingiallita.

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Grazie per aver fatto finta di non avere niente di meglio da fare che commentare il mio post... vi lovvo

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