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martedì 6 novembre 2012

Tutto va bene

Ieri non sono caduta come una pera sul marciapiede causa sfondamento di un tacco e oggi non ho lividi dappertutto.
Non mi sta per arrivare il ciclo quindi non sto mangiando qualsiasi cosa a qualsiasi ora, non mi vedo grassa e orrenda e non ce l'ho con nessuno.
Non sto per andare dal dentista a farmi togliere l'apparecchio e quindi non ho paura.
Stasera non c'è il Milan e io non lo guardo col Disturbatore che oggi non mi sta per niente sul cazzo.
Non ho tagliato i capelli e di conseguenza non posso cercare di farmi piacere il taglio che non c'entra niente con quello che volevo io.
Tra poco non è il mio compleanno e io (come tutti gli anni) non ho la più vaga idea di cosa fare e quindi non mi verranno crisi esistenziali sul fatto di essere un'orsa di merda che non ha mai nessun tipo di idea.
Non ho problemi d'identità che mi impongono di vedere nero tutto quello che mi sta intorno.
E adesso non sto andando ad aprire la barretta di cioccolato alle nocciole grande come il mio avambraccio che custodisco gelosamente nel retro del mio negozio.
Non ho bisogno di un massaggio lungo tre ore e un quarto.
Non sono per niente lunatica.
E non sono per niente un'attaccabrighe.
Giuro. Che le cose stanno esattamente così.


Questo post è stato originariamente scritto su Swanza blog, da Ade. E' possibile copiarlo parzialmente o interamente e modificarlo, basta che il post originale venga linkato

venerdì 6 aprile 2012

Una bella giornata


Mercoledì dopo il corso mi sono incontrata con la mia amica Patty per passare, finalmente, una giornata insieme. E chiacchierare incessantemente passando da un discorso all'altro facendo fatica a concluderne mezzo. E scambiarci occhiate che dicono tutto. E che ci hanno ormai convinte di essere sincronizzate. E abbuffarci di cibo etnico, giustamente. È stata una splendida giornata, a parte la pioggia. E siamo riuscite a vedere il Duomo senza impalcature dopo non so quanto tempo. La cosa andava adeguatamente immortalata. Non so se mi spiego. Comunque. A mezzogiorno spaccato ci siamo fiondate in un carinissimo ristorante indiano in zona porta Venezia. Rajput, per intenderci. Eravamo le prime clienti. E probabilmente le più affamate, come di consueto. Il pranzo è stato perfetto. Frittelline di non so quale verdura (fantastiche!), accompagnate da cipolle piccanti, salsine allo yogurt e al tamarindo e pane croccante al cumino. Poi riso speziato, curry di verdure, crema di lenticchie e pane indiano. Era tutto buonissimo. E noi ci siamo divertite ad ascoltare le conversazioni di una tavolata di sciurette poco distanti da noi. In realtà quando una di queste si è messa ad urlare in maniera piuttosto maleducata contro il povero cameriere perché voleva sapere se nel piatto che le aveva appena portato c'era la farina ci siamo anche un po' irritate. Una cosa tipo "CHE FARINA C'E' QUI DENTRO. VOGLIO SAPERLO." E lui, imbarazzatissimo. "Non c'è farina, signora. Gliel'ho già detto.". "AH SI? E QUESTI CON COSA LI AVETE FRITTI? EH? NO PERCHÈ IO STO MALE SE MANGIO LA FARINA, CAPITO? CAPITO?". Cazzo. Abbiamo trattenuto a forza i rispettivi complessi da supereroe e non siamo intervenute in suo salvataggio. D'altronde stavamo mangiando. E comunque forse non sarebbe stato il caso. Anche perché, è vero che erano vecchiette, ma erano pur sempre in sette. E noi in due. Perciò. Comunque. Ecco un mini reportage del nostro cibo.




Ed ecco i piatti perfettamente lucidati dalla scarpetta col pane caldo strabuono.



E, per finire, i semini colorati che il simpatico cameriere ci ha dato per rinfrescarci la bocca dopo il pasto. Che la mia amica ha mangiato felicemente (scoprendo, tra l'altro, che dopo un po' che li teneva in mano le coloravano le dita) e che io ho sputacchiato piuttosto rozzamente per tutta la via. Ma è da me.



Con la pancia piuttosto piena ci siamo avviate in centro per fare un giretto tra i negozi. E, stranamente, siamo state bravissime. Non abbiamo speso un centesimo. Forse anche perché tutte le cose che ci piacevano costavano troppo. A nostro parere. (comunque io ho puntato un sacco di roba colorata e piena di teschi e può essere che uno di questi giorni torni alla carica. perché quando mi metto in testa una cosa... mannaggia a me.) Quindi abbiamo rinunciato e siamo passate dal mio negozio per fare una sosta merenda (sì. abbiamo avuto il coraggio di mangiare ancora.) con i dolcini preparati con le mie mani che volevo assolutamente che Patty assaggiasse. In ultimo abbiamo fatto un viaggetto in biblioteca perché io dovevo restituire dei libri. E ho constatato che andarci con la mia amica è un sacco più divertente perché abbiamo valutato insieme che libri prendere e ci siamo scambiate consigli letterari utilissimi. Mentre quando ci vado trascinandomi dietro Mister Ade (che se potesse piuttosto si stenderebbe in mezzo alla via Palmanova in attesa di una dolorosa fine) mi sento sempre in colpa e cerco di scegliere in fretta. Evitando i suoi sguardi imploranti. Che poi diventano scocciati. Che poi diventano incazzosi. Che poi lasciano spazio a un enorme sospiro di sollievo quando finalmente mi avvicino dal bibliotecario per concludere la cosa. Comunque. Ho preso quattro libri di cui presto posterò le recensioni. Dato che Patty mi ha detto che le aspetta con ansia. E per concludere, beh, è stata proprio una bella giornata! Strano, eh?

Questo post è stato originariamente scritto su Swanza blog, da Ade. E' possibile copiarlo parzialmente o interamente e modificarlo, basta che il post originale venga linkato.





sabato 17 marzo 2012

Ho fame

È la mia più tipica espressione. Sì. Perché io adoro il cibo. E il cibo adora me. Insomma noi ci amiamo. E si sa che quando due si amano niente e nessuno li potrà mai ostacolare. Ecco. Io la mattina mi sveglio e il mio primo pensiero è la colazione. Caffè e muffin. Succo di frutta e toast con la marmellata. Spremuta e fetta biscottata con la nutella. Che poi non è nutella vera perché a me piace di più quella del discount che viene tipo dalla tedeschia. Mmm. Comunque. Quando arriviamo a Milano a volte facciamo una seconda colazione perché abbiamo di nuovo fame. Caffè e brioche. Sì. Io e Mister Ade siamo fatti l'uno per l'altra. Intorno alle 10 pero il mio stomaco sta già urlando. Ha bisogno di altro cibo. Così attacco quello che ho a disposizione in negozio. Patatine, crackers, tè coi biscotti, noccioline. Cioè è una cosa a cui davvero non posso sottrarmi. Poi arriva l'ora di pranzo ed ecco che mangio di nuovo. E vado avanti così tutto il santo giorno. Il mio pancino chiede di essere riempito circa ogni due ore. Sarà mica una malattia? No perché io proprio mi sento svenire se non ingurgito qualcosa eh? Quando avevo 18 anni pesavo dieci chili in più. Ero grassottella e non mi piacevo neanche un po'. Però devo avere un metabolismo rapido come pochi. Perché nel giro di qualche mese tra sport e mangiar sano li ho persi tutti, quei cacchio di chili di troppo. E ho dovuto rinnovare il guardaroba. Che disdetta. Io poi che odio fare shopping con tutta me stessa. Sì, sto facendo dell'ironia. Ma andiamo avanti. In effetti a guardare la cosa da un'altra prospettiva il fatto di perdere e mettere su peso così velocemente è controproducente. Vedi sezione smagliature. Ma ormai voglio bene anche a loro. Ci ho dato anche i nomi, per sdrammatizzare. Ho sentito dire che se non si vuole ingrassare basta non colpevolizzarsi ogni volta che si mangia qualcosa che non si dovrebbe. Prenderla con filosofia, insomma. Leggevo anche da qualche parte che se si è a dieta e si ha una voglia intensa di cioccolato o di patatine o quant'altro è meglio fare uno strappo alla regola e mangiarne piuttosto che stressarsi a manetta perché non lo si può fare. Perché è il cervello che fa tutto, per la miseria. Decide lui. Per quel che riguarda lo sport posso dire che mi piace un sacco. Mi sono anche comprata uno step, di recente. E mi metto li tutta convinta un quarto d'ora al giorno a fare su e giù. Lo faccio per il culo. Perché sto invecchiando, porca zozza. E non voglio rammollirmi. Anche se io e lo sport abbiamo un rapporto strano. Ma io ho un rapporto strano un po' con tutte le cose. Nel senso che sono estremamente pigra. Anche se una cosa mi piace farla, eh. Il problema è cominciare. Poi vado via liscia, superato il problema inizio. Quando lo supero. Per esempio mi piace un sacco camminare. Ma non ho mai voglia. Perché penso cose tipo "Seeee finoallàà??". Però se mi prendi, mi posizioni in direzione e mi dai una spintarella poi lo faccio e sono felice. Perché posso ascoltarmi l'iPod in santa pace. E svoltare giù di là. Così mi compro la focaccia.



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