Ascoltavo, da ragazzina?
Santa pazienza.
Che ieri sera in fase trasloco ho tirato giù i cd dall'armadio in sala. E ho pensato. Mah. Se facessi una selezione? Che Mister Ade cerca ancora di convincermi quanto inutile sia possedere dei cd. E dunque via.
Oggi al lavoro ho infilato il primo nello stereo. E per poco non ho perso i contatti con me stessa. Oh. Ma di chi stiamo parlando, qui?
Insomma. Ora sono al secondo. E ho mal di stomaco. Eppure qualche forza sconosciuta sta cercando di spingermi a non buttarli. Ehi. Sono ricordi, eh? Cazzo butti. Scema. Mi sono chiusa in bagno. Le mani sulle orecchie. La luce spenta. Vi prego, fermatelo. Qualcuno intervenga. Subito.
Cioè. Ma. Panjaby mc, no? Chi cazzo è?
E poi. Voi lo sapevate che J Ax suona la tromba? Io sì, evidentemente. Ma avevo rimosso.
E, cosa di importanza estremamente rilevante, ho ricordato. Che c'è qualcosa di grande, tra di noi. E tu non potrai cambiarla mai. Nemmeno se lo vuoi.
Perché la vita non è un film. Eh.
Ho bisogno di un caffè. Ora.
Ah, dimenticavo. Bboy and Flygirls, put your hands in the air. E andiamo.
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martedì 11 settembre 2012
venerdì 15 giugno 2012
Qui dentro
Pullula di vita che è una meraviglia. Posso essere felice, triste, arrabbiata, incazzata nera, ubriaca, delirante e tutto quello che voglio. Ma qui, dentro alla mia testa, continuerà sempre a girare un mondo tutto mio. Ed è fantastico. Insomma. C'è tutta questa gente che mi chiama. Sventolando le braccia in alto e urlando cose incomprensibili. Quando non li ascolto, mi insultano. E allora sono costretta a reagire. E litighiamo. Poi ci facciamo una birra e riappacifichiamo. E loro cominciano a raccontare. C'è Gloria, con la sua doppia personalità canterina e una rabbia nascosta nel suo lato più profondo, che non tarderà ad uscire. C'è Veronica, la ventenne problematica. Diciamo mentalmente distorta. C'è Arturo, un bambino speciale. Che è convinto di essere un supereroe. C'è Ilenia, una ragazza in cerca di vendetta. Ci sono Justin e Julia, due tipi davvero molto particolari. Che tireranno su un casino incredibile. C'è Fabio, l'infame. C'è Francesco, l'artista. C'è Leo, l'aspirante ginecologo che spruzza ketchup dalla finestra e beve caffè salato senza batter ciglio. C'è Carlo, l'avvocato ricco e opportunista, che sta per cambiare la sua vita ma ancora non lo sa. C'è Marta, la strafiga che cambierà la vita di qualcun altro. C'è Marco, lo psicopatico. Ci sono Ilaria, Giulia, Adriana, Luca, Andrea e tanti altri. Che faranno parte di qualcosa di importante. O forse no. Poi c'è Chester. Che lecca la sua padrona e le piscia sulla moquette. Convivere con loro non è sempre stato facile. Alcuni si sono conosciuti e hanno combinato un sacco di guai. Altri si devono ancora incontrare, e solo io so cosa combineranno. Tempo fa non riuscivo a sentirli, lo ammetto. Ma ora. Ora li sento forte e chiaro. E li adoro uno per uno. Che siano simpatici, stronzi, cinici, imbecilli, o quant'altro. Perchè? Perchè loro sono me. Solo ed esclusivamente me.
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giovedì 15 marzo 2012
No cioè
Che stamattina c'ho un brufolo terrificante su una guancia. Lui vuole dialogare, addirittura. Vuole che facciamo amicizia. Pretende solidarietà. Perché, dice lui, fare il brufolo è un lavoro dimmerda. E a lui proprio non ci piace. Voleva fare il camionista, come suo nonno. Gli sarebbe piaciuto viaggiare per il mondo con il suo grosso carico di banane. E fermarsi la notte all'autogrill a mangiare la rustichella. Ma suo padre non ha voluto. Diceva che non era lavoro per lui. Non era adatto, insomma. Tanto per cominciare non aveva la panza. E, si sa, che i camionisti devono averla per forza. È un dato di fatto. Poi bisognava che sapesse guidare. E avere la vista buona, anche. Ed essere forte abbastanza per scaricare le casse. E lui queste qualità non le ha mai avute. E non le ha nemmeno ora. È anche miope, pare. E la cosa lo rende infelice parecchio. Ha provato altri lavori, comunque. Ma dice che non era portato. Non ci sapeva fare, con la gente. Così suo papà all'ennesimo licenziamento se l'è presa moltissimo. E l'ha spedito a fare il brufolo. Perché non ci vogliono molte abilità, per questo. E la pagnotta a casa qualcuno la deve pur portare, no?
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lunedì 12 marzo 2012
Il dolce far niente
Ed
ecco che è appena iniziata una nuova settimana. Sì, sono di buon umore. Mister
Ade è stato via tutto il weekend e ho appena finito di sbaciucchiarmelo prima
di lasciarlo andare in ufficio. Io ho passato gli ultimi giorni con La Zia a
oziare fantasticamente. Volete sapere cosa abbiamo fatto sabato sera?
Esatto. Il nulla più assoluto. Alcool,
patatine, gelato e tante chiacchiere. Facciamo schifo, ne ho ormai preso
coscienza. Ieri La Zia ha lavorato tutto il giorno ed io ho fatto la bella
lavanderina fino all'ora di pranzo che lei tornava a casa e sono andata a
prenderle la pizza. Sì, lo so. Sono un'amorevole mogliettina. Quando però è
tornata al lavoro io mi sono stesa sul letto e mi sono fatta un pomeriggio come
non me ne facevo da tempo. Ho preso un libro (bellissimo, tra l'altro. di cui
vi parlerò non appena l'avrò finito) dallo scaffale della mia amica e mi ci
sono immersa per ore e ore e ore. Non avrei potuto chiedere di meglio. Sono
uscita dal trans solo alle sette meno un quarto, quando mi sono resa conto che
La Zia stava per rientrare e dovevo ancora farmi la doccia. L'idea era di
andare al Blender. Cosa che ovviamente non è
stata fattibile considerando che siamo arrivate lì davanti alle otto e mezza,
ora in cui non trovi un tavolo nemmeno se ti metti a spargere banconote da 100
euro. Perciò siamo andate a mangiare cinese, demoralizzate. Tornate a casa
piene come il banco frigo del supermercato quando è appena arrivata la merce,
abbiamo indossato i pigiamini e ci siamo guardate, come di consueto, i nostri
programmi della buonanotte. Questa volta ci siamo dovute accontentare di quello
della donna incinta che non sapeva di essere incinta e lo scopre solo quando
gli esce il bambino e, più divertente, quello sulle malattie imbarazzanti.
Morale ci è quasi passato il sonno dal ridere. Ma non per le malattie in sé, ci
mancherebbe. Noi siamo in grado di prendere per il culo qualsiasi cosa, non so
se si era notato. Comunque vi risparmierò i dettagli, per il momento.
Buona giornata!
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