Bella la vacanza spartana, avventurosa, in mezzo alla natura, eh?
Però che cazzo, è stata l'odissea delle sfighe.
Ve le riassumerò, per allietarvi la giornata e per festeggiare il mio tanto atteso ritorno.
Arriviamo e, cristoddio, il mare è sporco e pieno di piccole, infide meduse trasparenti che porcalamignotta non fatemi parlare. Poi la pioggia. Perfetto, per due scemi che sono partiti in moto e che alloggiano in una tenda minuscola fatta di un tessuto che assomiglia a carta velina, rotta. Ok, ma non perdiamoci d'animo. Compriamo diciotto metri di cordino, due teli impermeabili e costruiamo un accampamento che manco un tifone ce lo tira giù. Magari non bellissimo da vedere, eh? Ma non badiamo ai dettagli.
Si buca un materassino. Ok, tutto bene, usiamo quello da mare.
Si rompe la zanzariera. Ok, non è un problema, abbiamo gli zampironi.
Si rompe la cerniera della tenda. Ok, questa non ci voleva, ma ce la possiamo cavare. Abbiamo quattro spille da balia arrugginite e un poncho giallo di gardaland, rotto. Lo useremo come porta.
Si buca un altro materassino.
Due giorni prima di ripartire - e dopo averle girate tutte - troviamo la spiaggia perfetta: acqua pulita, giusto una medusa ogni tanto, bel fondale. Decidiamo di cambiare programma e di fermarci due giorni in più.
Mi arriva il ciclo in anticipo.
Nuvoloso, freddo, nuvoloso.
Una colonia di brufoli si impossessa della mia fronte.
Sabato, giorno della partenza: un sole che lasciastare.
No, però bello, eh?
E niente.
Ora via abbandono, lasciandovi con un pugno di mosche e una carrellata di foto.
Poi, forse, un giorno, chissà, scriverò un post serio sulle mie vacanze. Così, giusto per fingere di fare qualcosa di utile per la comunità.
Mi siete mancati, cocchi.
A breve ricomincerò a bazzicare i vostri blog, inquietandovi con la mia lugubre presenza.
Cià.
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| Io che scrivo questo post, in condizioni impervie. |




