mercoledì 28 maggio 2014

La rubrica delle cazzate #2

 

Tipo che io ho riso per venti minuti abbondanti.

Questo post è stato originariamente scritto su Swanza blog, da Ade. E' possibile copiarlo parzialmente o interamente e modificarlo, basta che il post originale venga linkato

lunedì 26 maggio 2014

Le intermittenze della morte



Io vorrei essere la testa di quest'uomo.

"... La vita è un'orchestra che suona sempre, intonata, stonata, un piroscafo titanic che affonda sempre e sempre torna in superficie, ed è allora che la morte pensa che si ritroverebbe senza saper cosa fare se la nave affondata non potesse mai più risalire..."
"... E poi ditemi se non si troverebbero più bestioline di questo genere sulla terra che non stelle nel cielo, o nello spazio siderale, se preferiamo dare un nome poetico alla convulsa realtà dell'universo in cui siamo un filino di merda sul punto di dissolversi. La morte degli umani, attualmente una ridicolaggine di sette mila milioni di uomini e donne alquanto mal distribuiti nei cinque continenti, è una morte secondaria, subalterna..."

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venerdì 16 maggio 2014

Polpette rapide ceci & senape




Buondì, gente.
Quest'oggi ho deciso di intrattenervi con una ricettina semplice e veloce che è diventata ormai un must in casa Ade: le polpettine di ceci.
Chi tra voi mi conosce e mi segue da un po', sa già quanto io adori spolpettare e quanto sia brava a farlo cof cof cof e le innumerevoli ricettine che potrete trovare qui in giro per lo Swanza vi confermeranno la cosa ma, a costo di apparire monotona, continuerò a pubblicare ricette di polpette come queste palline gustose che sono una meraviglia per il palato e sono veramente facilissime da fare, cosa utile per chi, come me, spesso e volentieri ha poco tempo da dedicare alla preparazione dei pasti.

Ingredienti per 4 persone:
  • due scatole di ceci già lessati (in alternativa potete usare quelli secchi, che è sicuramente meglio ma meno veloce)
  • quattro fette di pancarrè
  • due uova
  • due cucchiai di senape
  • sale e pepe
  • pangrattato qb
  • olio d'oliva
Preparazione:

Scolate i ceci e versateli in una ciotola capiente. Aggiungete il pancarrè ridotto in pezzi, le uova, la senape, il sale e il pepe. Frullate tutto con il frullatore a immersione. L'impasto deve essere sodo (altrimenti le polpette vi si spiattelleranno in padella) perciò, se vi sembra che non lo sia abbastanza (magari provate a fare una polpetta, oggi sono supertecnica, eh? mi viene quasi il dubbio che possiate pensare che vi ritenga tutti dei deficienti. nel caso, non è così. giuro.) aggiungete qualche cucchiaio di pangrattato finché il tutto non raggiunge la consistenza desiderata. Poi formate le polpettine, passatele nel pangrattato e rosolatele in padella con un filo d'olio d'oliva a fuoco medio finché saranno dorate e belle come le mie. Ok, adesso potete mandarmi a fanculo.


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martedì 13 maggio 2014

Storia catastrofica di te e di me


Questo è uno di quei libri presi per caso, quando giro per la libreria osservando e toccando e annusando e non so bene cosa voglio, dove voglio andare e perché e allora vago, lasciandomi attirare da parole, forme, colori, punti.
E non lo so cos'è che mi ha colpito di questo libro, fatto sta che ho voluto che fosse mio e così è stato.

"E non c'è niente di elettrizzante nell'innamorarsi. Ma proprio niente. Alla fine quello che succede è che ti ritrovi a stare sempre da cani, più fuori che mai, devastata dalla paura che finisca male e che la tua vita ne esca rovinata per sempre. E indovinate un po'? È proprio così che va. Sì, certo, lui ha un profumo da paura. E tu ti sciogli quando ti manda un sms per augurarti la buonanotte e sì, d'accordo, i suoi occhi sono troooppo azzurri. E sì, vi tenete per mani mentre andate a geometria e lui conosce tutti i tuoi inconfessabili segreti e ti fa ridere così tanto che poi gli sputi la gazzosa in faccia ma non te ne importa un tubo, anche se è la cosa più imbarazzante del mondo. E sì, quando ti bacia il resto del mondo scompare, la tua mente si spegne e tu senti solo le sue labbra e non c'è nient'altro che conti.
E lui ti dice che sei bella e tutt'a un tratto lo sei.
Ma ho una notizia da darvi: è un gran casino, in realtà, un gigantesco incubo che vi esploderà in mano. Non avete idea del pasticcio in cui vi siete ficcate. L'amore non è un gioco. Le persone ci si tagliano le orecchie. Ci si buttano dalla Torre Eiffel, oppure vendono tutto quello che hanno per trasferirsi tipo in Alaska e vivere con gli orsi grizzly, e poi finiscono sbranate e nessuno le sente urlare aiuto.
Ecco com'è: innamorarsi è più o meno come essere divorati da un grizzly.
E credetemi, io lo so. Perché, non ve l'ho detto? A me è successo. Cioè, non sono stata sbranata da un grizzly. Mi è andata molto, molto peggio."

Brie ha sedici anni quando muore con il cuore letteralmente spezzato in due, dopo che Jacob, il suo primo amore, le spiattella in faccia di non essere più innamorato di lei.
Sindrome del cuore infranto, la chiamano.

"-Allora ci vuoi tornare da lui?-
Mi bloccai a metà sorsata. Lo guardai. -In che senso? Tornare da chi?-
Mugugnò qualcosa e si accasciò sulla tavola. -Dici sul serio, Cleopatra? Te ne sei dimenticata davvero?-
Eh? Che cosa dovrei ricordare? E perché mi chiama Cleopatra?
Non risposi, e lui si diede una pacca in testa. -Continui a stupirmi, mia cara.-
-Perché?- Allungò una mano verso il mio milkshake. -Ragazza, tu sei di brutto nella Fase Uno. Di bruttissimo. Per fortuna la negazione ti rende molto carina.- Sorseggiò dalla cannuccia. -Accidenti, è divino.-
-Ehi!- Gli diedi uno schiaffetto. -Beviti il tuo!- Mi cadde l'occhio sul suo abbigliamento, come succedeva spesso, e mi scappò un sorriso. 
Lui se ne accorse. -Che c'è di così divertente?-
-Niente.- Scossi la testa. -Niente davvero.-
-Eh, no.- Di colpo voleva saperlo a tutti i costi. -Dimmelo.-
Mi morsi un labbro. -Niente, solo... la tua giacca.-
Abbassò gli occhi. -Cos'ha che non va?-
-No, niente.- Soffocai una risata. -Cioè, niente se sei un pilota da combattimento. E se è il 1982.-
Rimase a bocca aperta. -Questa me la segno. E poi, senti, sto qui a farmi dire come vestirmi da una che ha addosso un gigantesco sacco di patate.-
Sogghignai. -Sei geloso solo perché l'ho preso da Saks Fifth Avenue.-
-Brutta questa, Babybel. Bruttissima.- Scosse la testa. -E comunque, prima che ti trasformassi nel mio Ispettore del Look, ti stavo chiedendo: ti dice qualcosa la parola <<riscatto>>?-
Rimasi zitta un momento. -Nel senso di vendetta?-
-Sei un fulmine di guerra oggi, eh, Scamorza?-
-Va bene, ora basta con questi nomignoli,- dissi. -Che cosa intendi per vendetta?
-Be',- rispose lui, sogghignando. -Pensavo solo che magari ti andava di divertirti un po'.
-E posso sapere chi sarebbe la vittima prescelta?
-Oh, dài, su. Cicciobello,- disse Patrick. -Micetto. O come cacchio si chiama-. Aveva un tono canzonatorio. Dispettoso. Mi infastidiva.
-Eh?- risposi stranita. -Chi?
-Aspetta un attimo, ce l'ho,- disse - Jason?
Eh?
-Mancato, non era lui,- mormorò - Jonah, forse?
Ah.
-Jeremy?
Ommioddio.
-Mancato di nuovo, mi sta facendo diventare...
-Jacob,- dissi piano. Mi sentii un nodo alla gola, e un vecchio dolore di mia conoscenza che avevo quasi completamente dimenticato mi scivolò nel petto.....
.....Come potevo aver dimenticato tutto?
Cominciarono a prudermi le dita. Uno strano ronzio e una lievissima scossa elettrica alla nuca, proprio sotto i capelli.
Jacob.
Era stato lui. Lui mi aveva messo in quella situazione. Era colpa sua. Di tutto. E non solo.
Una sensazione vecchia e sepolta si fece strada dentro di me. Una sensazione che non provavo da tempo.
Non ero triste. Non mi sentivo sola. Ero furiosa.
-Allora?- mi chiese Patrick.
Chiusi gli occhi, con quel ragazzo-angelo malvestito seduto di fronte, e per la prima volta fui io a rivolgere a lui un ghigno malefico.
-La pagherà.

Divertente. Forse un po' sciocco. Però un sacco divertente.
Promosso.
Ebbrava Jess.

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domenica 11 maggio 2014

Attenti a quelle due (versione Palermo)


E niente. In una piovosa mattina milanese di qualche giorno fa, avreste potuto incontrare l'Ade che vagava come un fantasma in fase rem per l'aeroporto di Milano Malpensa, col suo borsone rosso in spalla e l'occhiaia profonda da nottata insonne.
E dove vai, Ade? Dove vai, eh?
A Palermo, vado. Che cazzo di domande, pure voi.
Ed eccola lì, la mia lover girl, che mi aspetta all'uscita e mi abbraccia e io la abbraccio e ho bisogno di un caffè. Porca zozza se ho bisogno di un caffè.
Sì, buongiorno. C'è qualcosa senza carne? Ehm. Quello lì con le melanzane? C'è il prosciutto. E quello? C'è il prosciutto. E la pizzetta? C'è il prosciutto. Va bene, prendo una brioche al pistacchio, grazie.
Santa pazienza se è buona.
Profumo di pane. Gatti girovaghi. Profumo di mare. Cri. Autobus pieni (sei bellissima! ma quanti anni hai? troppi.). Passaggi improvvisati (ah sei vegetariana? e che minchia ci sei venuta a fare a Palermo?). Addormentarsi sui divanetti. Brioche gelato e cannoli. Cri. Cucinare insieme (polpette di che? ah, ceci. non so, non li ho mai mangiati.). Serate a cantare (Gigi d'Alessio nooooo, abbiamo una reputazione!). Regali dolcissimi. Camminare e camminare e camminare. Chili di pane. Cri. Leggere a letto (l'hai finito? ancora no, manca poco.). Il Paradiso degli Orchi (sì però mancava Clara!). Mercati e profumi e colori infiniti (dovevo nascere qui.). Sdraiarsi sull'erba. Corri Forrest (coi calzini). Panelle e Crocchè. Cri. Profumo di caffè. Danni in cucina. Chiacchiere su chiacchiere su chiacchiere (ma voi a Milano avete una parola che usate di più? Sì. Quale? Figa.). Risate su risate su risate. Libri su libri su libri. Cieli azzurri da cartolina. Sorrisi. Cri.
Insomma, l'amore. Per dirlo con una parola sola.
E non è finita qui.

Politeama

Mondello (montagna a forma di cane, cos'è non lo vedete?)

No, vabbè.

Tanta roba

Giardino Villa Bonanno

Cattedrale

Foro Italico

Foro Italico
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