domenica 29 aprile 2012

Il mio straordinario ordine


Sono a casina mia bella in completa solitudine. Ascolto musica, cazzeggio su internet, non ho ancora lavato i piatti, non ho ancora mangiato (perchè credo che latte di riso e cornflakes e crostini al pomodoro non si possano definire "mangiare"), mi sono rollata un drummino e sto per guardarmi un episodio di Medium. Perciò. Colgo l'occasione per mostrarvi due chicche della mia persona. La prima è il mio fantastico tavolino del soggiorno. Che Mister Ade odia profondamente in quanto ci si può trovare solo roba mia. A parte il metro e il telecomando della tv. La seconda chicca sono le mie bellissime ciabattine con le pecorelle. Che oggi non si scolleranno neanche a parlarne dai miei piedini. Forse mi metterò a scrivere. Forse non alzerò il culo dal divano. Tanto ho due giorni di completa libertà. Cosa che ADORO. Che dire di più?




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Provateci voi, a stare nel bagagliaio di una Smart

E io che mi aspettavo una seratina di quelle belle. Tipo pigiama, patatine, VPL, real time e un sacco di insulti ubriachi rivolti a Colui Che Poteva Davvero Fare Il Fidanzato. Cacchio. Non è andata proprio così. Venerdì sono uscita dal negozio alle nove. Col mio nuovo, fantastico colore di capelli. Che presto vi mostrerò. La mia amica è venuta a prendermi e mi ha portata nella casetta incantata dove ci aspettava La Donna Che Ho Un Tatuaggio Qui Se Vuoi Te Lo Faccio Vedere. Tutte fighe, noi. La Zia mi ha prestato le décolleté fucsia abbinate alla borsa fucsia, alla maglietta fucsia, al reggiseno fucsia, alla cintura con le borchie fucsia e alla pashmina fucsia. No perché noi siamo donne sobrie. Ovviamente mi ha anche truccata. Perché noi dovevamo davvero dare l'idea di essere le migliori. E andare a riprenderci con prepotenza estrema l'uomo dei sogni della mia amica. Infatti avevano già prenotato (a nome mio. maledette) nella pizzeria dove tizio lavora. Ed eccoci li. In tre nella SuperSmart, come se nulla fosse. Lanciate verso il luogo del disastro. Insomma. Tra La Zia che si alzava ogni due minuti per andare a fumare sperando che l'uomo la seguisse, La Donna Che Ho Un Tatuaggio Qui Se Vuoi Te Lo Faccio Vedere ci provava allegramente con un cameriere (da qui il suo soprannome), Colui Che Poteva Davvero Fare Il Fidanzato che non parlava con La Zia ma metteva su canzoni che lo facessero per lui, noi tre che cantavamo come se non fossimo affatto in un luogo pubblico e io che, con la mia solita acidità, alla domanda del cameriere "allora. anche tu sei una loro amica?" rispondevo "no figurati. è che passavo di qui per caso.", finalmente La Zia è riuscita nel suo intento e i due innamorati si sono scambiati un bacio di pace. Stop. Fine delle trasmissioni. Che posso dirvi di più. Ho speso 18 euro in mms perché Mister Ade era curioso di vedere i capelli ma io non gli mandavo mai la foto giusta (dovrei regalargli l'iPhone. lo so. così potremmo whatsappare e problema risolto. ma la vedo dura.). E poi niente. Ho fatto la nanna. Cinque ore di nanna, per l'esattezza. Perché la mattina La Zia mi ha svegliata con la solita frase. Ciao, di quanto tempo hai bisogno? Dieci minuti, Zia. Dieci minuti. Comunque. Alla fine ieri me ne sono tornata a casa. Ma mi è servito ben poco dato che ho avuto la brillante idea di snobbare le due sveglie che avevo puntato. Rispettivamente alle nove e alle dieci. E indovinate a che ora ho aperto gli occhi stamattina? All'una. Faccio schifo. E mi odio profondamente. E ho anche mal di testa perchè a me dormire troppo fa questo effetto qui. Ed è circa mezz'ora che sto riflettendo se fare colazione o pranzare direttamente. E non so cosa fare perchè sono ancora rincoglionita. Sta di fatto che ho fame. Quindi ora mi riprendo, alzo il culo e vedo di fare qualcosa per soddisfare i miei bisogni. Insomma. Buona giornata, gente.

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venerdì 27 aprile 2012

Succede anche che

Dopo una giornata lavorativa di quelle belle, ho pregato Mister Ade di accompagnarmi a spasso per negozi. Si. Perché avevo DAVVERO bisogno di comprarmi qualcosa. Per consolarmi dagli isterismi vari. Però. Siccome io sono fortunata e si sa. Non mi sono presa un bel cacchio di niente. Nonostante abbia puntato un sacco di cose. Come di consueto. Il fatto è che le mie finanze sono tutt'altro che illimitate. E io ho visto troppe cose degne di far parte della mia vita. Tipo dei pantaloncini viola pieni di borchie. Magliette, shorts e una felpina. Il tutto colmo di simpatici teschi. Una giacchina fucsia tanto bella. Un vestitino senza spalline tutto colorato. E un completino intimo di un azzurro stupendo. Non essendo io in grado di scegliere, alla fine ho lasciato tutto li. Con enorme dispiacere, s'intende. Quindi. Ora vi prego. Qualcuno mi dica che sono stata brava. Che non avevo bisogno di nessuna di quelle cose. Che a 24 anni non posso pensare di andare in giro coperta di teschi. O di borchie. Che spendere 40 euro per una giacca è un delitto. Che spenderne 30 per degli shorts tutti strappati è ancora peggio. Che il vestito è inutile che lo compri perché tanto poi finisce che non lo metto. E soprattutto. Qualcuno mi dica che con i capelli biondo rame starei da schifo. Perché sto davvero pensando di farmeli. Oggi.



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Succede che

Al momento sono in bagno a fumare. Preferisco scrivere i post dal telefono così Il Disturbatore non ha la più vaga idea di cosa sto facendo e non mi stressa. Ultimamente ha problemi con la compagna. No. Forse da un po' più di ultimamente. Però io non capisco mai se è davvero agli sgoccioli o se è un altro falso allarme. Inutile dirvi che mi viene descritto per filo e per segno ogni dettaglio. Ma va bene. Io comunque lo capisco perché lei non è mica tanto a posto, poverina. Anche se poverina un cazzo perché l'altra sera, all'ennesima litigata ha tirato in ballo me e la cosa mi ha parecchio irritata. Meglio che non si faccia vedere qui. Meglio per lei. Perché io non sono una che si tira indietro quando c'è da litigare. Soprattutto quando mi si parla alle spalle e poi ciao bella bacino bacetto. Ridicola. Già in passato abbiamo avuto di che menarci e poi io, dopo mesi di Non Ti Parlo E Non Mi Avvicino Perché Potrei Non Rispondere Delle Mie Azioni, ho lasciato correre per il quieto vivere. Immaginerete con quale sforzo tremendo. Comunque. In questi giorni non posso dire di essere di buon umore. Mi girano le palle e sono stressata. Il lavoro, la casa, mia madre, mio fratello che a scuola fa una sega e se non ci sto dietro io non lo fa nessuno, il tempo che vorrei avere per scrivere, per leggere, per dormire, per rilassarmi e che non riesco a ritagliarmi mai e cose così. Poi stamattina ho mal di pancia e tre fottuti brufoli che sono tornati alla carica quando ero ormai sicura che non sarebbe successo più. Ci sto provando, lo giuro, a pensare positivo. Lo so bene. Che c'è gente al mondo che ha problemi ben più gravi di questi. Però a sorridere no. Non ce la posso fare. Questo weekend dovrei stare con La Zia. Perché Mister Ade va in montagna. Però sto seriamente considerando l'idea di chiudermi in casa da sola. A scrivere. Che ne ho bisogno. Comunque. Non sono qui per fare la depressa anche se mi rendo conto che probabilmente è proprio ciò che sto facendo. Perciò la smetto. Ecco. La Zia ha problemi con Colui Che Poteva Davvero Fare Il Fidanzato. Pare che il pirla abbia lasciato il cellulare incustodito. E la mia amica, che è a tutti nota per la sua innata posatezza, ha sgamato dei messaggi compromettenti che le hanno fatto saltare i nervi. Dunque sono pronta. A darle manforte e limitare i danni. Perché non vorrei mai che il povero Cristo capitasse sotto le sue sgrinfie nel momento sbagliato. Non amo la vista del sangue, insomma. Perciò meglio evitare. Ecco. Sto anche pensando di iscrivermi a un corso di yoga. Ho trovato un paio di posti e devo decidermi ad andare a chiedere informazioni. Forse lo farò. Forse non lo farò mai. E anche lo yoga finirà nel dimenticatoio insieme alle mille altre cose che avrei voluto fare nella vita e che non ho mai fatto. Un giorno recupererò. Si. Un giorno mi sentirò realizzata. Finalmente. O almeno è quello che spero.

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La scena

È paradossale. Perché c'è Il Disturbatore che, dall'altra parte del negozio, mi parla col suo tono di voce delicato. Mi sta descrivendo per filo e per segno il meteo dei prossimi giorni. Col suo I-Phone in mano sta scrutando tutti i siti possibili e immaginabili. E mi sta anche dicendo qualcosa su quale sia il migliore, gli han detto. Io, da parte mia, sono al pc che, con una mano scrivo e con l'altra tengo il telefono all'orecchio aspettando che il call center del comune di Milano si decida a passarmi un operatore. Ma tutto questo al Disturbatore è sfuggito. Lui va avanti imperterrito a discutere con una me che sta cercando di fare tre cose insieme. Si. Volendo ne sono capace. Comunque. Tutto questo per dirvi quanto possa essere difficile la convivenza lavorativa con un padre a cui ci piace davvero un sacco parlare. Di qualsiasi cosa. In qualsiasi momento. Ma si sa che io sono un'acida del cazzo.

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giovedì 26 aprile 2012

Fusilli Crema Di Zola & Noci


Eh, lo so. Non sono una grande fotografa. Però questa ricetta è davvero uno spettacolo e, cosa importantissima, è superveloce da realizzare. Perciò non perdiamoci in chiacchere e diamoci da fare.

Ingredienti:

  • Un bel pezzo di zola
  • 6 o 7 noci
  • fusilli
  • burro
  • sale
Preparatevela:
Allora. In una padella capiente (tipo Wok) fate sciogliere un pezzo di burro (diciamo circa un cucchiaio, tò) e spezzettateci lo zola. Coprite e lasciate andare qualche minuto. Nel frattempo fate cuocere la pasta perchè il sughetto si fa davvero in un attimo. Tritate le noci e aggiungetele al sugo insieme a un pizzico di sale (non esagerate perchè lo zola è già saporito di suo). E poi stop. Scolate la pasta e fatela saltare in padella con la cremina. Presto fatto, vi sembra?

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martedì 24 aprile 2012

Chissà perché

 

Mi lascio incantare da queste cose. La mattina, seduta in macchina, mi guardo intorno e penso. Per la miseria. Che meraviglia. E acchiappo l'Iphone. E ci dò di foto. E adesso che c'ho un blog? Facile. Le condivido con voi. Che magari siete come me, un pò così. O magari no. Ma va bene uguale. Comunque. Questo è ciò che vedo, quando sono fortunata, sulla strada che mi porta al lavoro. E non lo so quello che penso. Perchè i miei pensieri sono troppo veloci. Succede che riesca ad acchiapparli e crearci qualcosa. Ma a volte no. E allora mi limito ad osservare. Felice di esserne ancora capace.

 


 


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Iris, un amore vero


Mah. A me non è mica piaciuto, devo dirlo. Sarà pure una storia vera. E va bene. Ci sarà pure Kate Winslet (che è davvero bravissima). E va bene. Però no, non posso davvero dire che mi sia piaciuto. E' la storia di Iris Murdoch, famosa scrittrice, che viene colpita dal morbo di Alzehimer. Da quel momento il marito, lo scrittore John Bayley, si prende cura di lei. E noi viaggiamo tra il presente di questa coppia, fatto di malattia, tensione e malinconia, e flashback del loro passato. Che ci mostrano quanto Iris fosse vitale e libertina. E quanto il marito subisse la sua esuberanza, rimanendo spesso in secondo piano e sopportando persino i tradimenti di lei. La quale li considerava normali. E non se ne dispiaceva affatto. O per lo meno questo è quello che la trama lascia intendere. Insomma. L'unica emozione che mi ha dato questo film è stata la profonda pietà per questo povero uomo innamorato di una donna secondo me parecchio egoista. Fine.

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lunedì 23 aprile 2012

Fogli bianchi & felicità


 

Qualche giorno fa mi sono arrivati dei doni dalla Zia. Colei che forse ha trovato un fidanzato. E ultimamente è la donna più felice che io conosca. Comunque. Tra i vari braccialetti, portachiavi e collane (tutti carinissimi) c'era anche questo blocchetto per appunti che vedete qui sopra. Io ADORO queste cose. Perchè. Dovete sapere che, in quanto aspirante scrittrice, io viaggio con mille borse e borsine in cui tengo mille blocchi e blocchetti, fogli e foglietti, penne e pennine e cose così. E poi c'è il Netbook. Amorevolmente regalatomi dal quel sant'uomo che è Mister Ade. E niente. Tutto questo per dirvi che sono felice. Sul nuovo blocchetto ho già annotato un sacco di idee. E ieri ho passato la giornata a lavorare sul libro. Che sta finalmente evolvendo verso la conclusione. E io sono molto soddisfatta di me stessa. Non vedo l'ora di stamparlo per farlo leggere a Cresta Blu. Ossia l'unico adulto che abbia mai creduto in me e nelle mie facoltà. Il mio ex professore delle superiori. Che io ADORO profondamente. Unica pecca? Non ho ancora trovato un accidenti di titolo. Pace & bene.

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Uno schifo di storia

 

Eccomi al secondo romanzo di Lynda Barry. Un viaggio orribile nella vita e nella mente di una ragazzina schifosa, drogata e disadattata che ci racconta la storia di un bambino orrendo, di un padre orrendo, di una madre orrenda, di luoghi orrendi e di persone orrende. Fa tutto schifo in questa storia. Tutto è lurido, brutto e vomitevole. Compresi i personaggi. Ma per la miseria se è avvincente! Non aspettatevi un romanzo qualsiasi. Perchè questa è davvero uno schifo di storia. Promosso.

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venerdì 20 aprile 2012

Lo strano caso dei nonni a cui io proprio non ci piaccio

Ieri sera io e Mister Ade ce ne stavamo tranquilli e beati alla fermata dell'autobus. Un attimo. Sto esagerando. Tranquilli e beati sono due parole grosse. In realtà stavamo bestemmiando come cani perché come al solito passano mille fottuti autobus meno che quello che dobbiamo prendere noi. E poi boh. Stavamo cianciando di cose che non ricordo. Comunque. Finalmente il mezzo arriva. Ma, quando siamo in procinto di salire, sento Mister Ade che farfuglia frasi che non capisco e mi lascia indietro e io faccio per avvicinarmi e dirgli qualcosa di fine e gentile tipo. Cazzo hai detto?? E li vedo. Loro. I nonni. Coloro con cui io non ho il permesso di parlare. Coloro i quali mi considerano una miscredente in quanto sono la sciagurata che fa vivere il nipote nel peccato. O almeno questo è ciò che si dice in giro. Dalle loro parti. Ma va bene. Mi giro immediatamente di schiena. Fischietterei anche, in effetti. Per dare l'impressione di quella che Si Sono Qui Ma Sto Cercando Disperatamente Di Non Farmi Notare Vi Prego Fate Come Se Non Ci Fossi. Ma forse sull'autobus colmo di corpi non sarebbe una mossa troppo strategica. Nel frattempo Mister Ade, che sta bellamente fingendo che io non esista e sperando che nessuno ci faccia caso, intrattiene una conversazione di quelle tipiche tra nonni e nipote. Hai mangiato ànnonna? Ti trovo sciupato. E Cose così. Allora io colgo al volo l'occasione e comincio ad indietreggiare nel tentativo di nascondermi. Quando finalmente ecco che si libera un posto parecchio lontano e io mi ci ficco ringraziando la provvidenza che evidentemente ogni tanto butta un occhietto. Indubbiamente aspettandosi poi qualcosa in cambio. Ad ogni modo. Quando sono ormai convinta di averla scampata ecco che Il Nonno si gira. E mi guarda. Occazzo. Si. Sta guardando davvero me. E poco dopo ecco che anche La Nonna si gira. E mi guarda. E per la miseria vanno avanti così per cinque minuti buoni. Allora facciamo che io guardo fuori dal finestrino, eh? No perchè dovete sapere che io e Mister Ade abbiamo un tacito accordo. Ovvero che, nonostante I Nonni sappiano perfettamente della mia esistenza, io in realtà non esisto affatto. Infatti non sono mai invitata a nessuna cena di famiglia e quelle cose lì che in genere si fanno quando due sono fidanzati. Non che la cosa mi dispiaccia particolarmente, eh? Anche perchè ci sono già i miei parenti che pressano alla grande perciò siamo a posto così. Comunque. Ecco che scendono. E Mister Ade mi si avvicina tastando il terreno umidiccio. Che, sei arrabbiata? E perché dovrei? Mica mi hai buttata giù dall'autobus in corsa. Anche perché avresti solo dovuto provarci. E ci siamo capiti. E lui mi fa. No sai è che non so mai come comportarmi con loro. Alla fine lo sanno che siamo insieme. Solo che boh. E va bene. Abbiamo espresso il concetto. Rimane un punto fondamentale, però. A mio avviso. Ovvero che. Dato che sicuramente mi hanno vista e dato che i loro sguardi di certo non sono capitati su di me per caso, alla luce dei fatti, cosa penseranno della sottoscritta? Oltre alle cose che già so? Ovvio. Che sono una pazza maleducata con i capelli corti e sparati e le borchie sugli stivali. Sacrilegio! Mi scappa da ridere. E il mio povero fidanzato si è quasi convinto di essere pedinato. Se li ritrova dappertutto, dice. Dove cazzo andranno? Chissà. Magari a cercargli una promessa sposa migliore. Si sa mai.

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giovedì 19 aprile 2012

Bah

Ci sono cose che non capisco. Come ad esempio il motivo che spinge le persone che non ottengono quello che vogliono ad essere sgradevoli e dire cose che se potessi giuro un vaffanculo non glielo toglierebbe nessuno. Figuriamoci io, che sono una patita. Comunque. Questa entra e noi siamo nel pieno del lavoro. Oh vi prego datemi una pettinata perché stamattina sembro un gatto arruffato. Ed è vero. Perché io l'ho vista. Però. Fino a prova contraria se tu non hai un appuntamento non è un problema mio. Va bene. Il Disturbatore le dice. Io non posso ma se vuole ci pensa lei. Lei sarei io, per intenderci. Allora tizia si siede e da che voleva una pettinata comincia ad avanzare pretese. No però io voglio che mi passi il ferro. Al che Il Disturbatore le risponde. Eh no il ferro lei non lo sa ancora passare. Se vuole le da una sistemata con phon e spazzola. E La Donna A Cui Avrei Detto Volentieri Vaffanculo risponde. Ma come non lo sa passare. Persino io sono in grado di passarmelo. E allora, dico io, perché cazzo non te lo sei passato da sola invece di venire qui a dispensare saggezza? Fatemi fumare, va. Prima che mi scoppino le vene del collo.

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Cose che ho imparato al corso e che mi cambieranno la vita

-La ceretta in faccia non si fa. Si ma i peli in faccia fanno schifo. Ma non sono peli è peluria e ce l'hanno tutti. Si ma se io vedo una donna coi peli in faccia mi viene da vomitare. Non sono peli è peluria. Ma io vomito lo stesso.
-Lo smalto giallo pastello è impossibile da mettere.
-Lo smalto azzurro pastello vedi smalto giallo.
-Le unghie arrotondate sono da vecchia. 
-Se fai l'estetista devi avere le unghie corte. Si ma sono brutte. Si ma non puoi fare uscire una cliente con la schiena che sembra ci abbia camminato un puma. Si ma sono brutte.
-Il tronchesino è un oggetto misterioso.
-Il tronchesino può fare del male.
-La lima va usata come l'arco di un violino.
-Le aspiranti estetiste bevono tanti caffè e fanno merenda un sacco di volte al giorno.
-Io mi depilo la pancia. Ma non si fa. Si ma io l'ho sempre fatto. E perchè. Boh.
-I peli sulle braccia fanno schifo. Se vedo una donna coi peli sulle braccia mi viene da vomitare. ( si. questa è il piccolo genio della prima riga ).
-Adoro i tuoi stivali dove li hai comprati. Tanto anche se te lo dicessi non li troveresti più. ( si. questa sono io che rispondo a una domanda. poi mi chiedo perchè la gente mi odia. )
-Le aspiranti estetiste ti rubano il solvente per unghie. E lo consumano così in fretta che secondo me di nascosto se lo bevono.
-Le aspiranti estetiste ti passano vicino e con nonchalance ti fregano lo smalto. Che tu terrai d'occhio per tutto il resto della lezione e ti andrai a riprendere con prepotenza non appena potrai. Altrimenti non ti ritornerà.
-Le aspiranti estetiste non conoscono la definizione "Si chiama Pietro". Tipica di quando qualcuno prende in prestito qualcosa di tuo.
-Se fai una manicure devi stare attenta che la cliente non abbia un'onicomicosi. Ok, bene. Ce l'ha una foto? No.
-Dove posso trovare un libro che mi illustri per bene le patologie dell'unghia? Mi fa l'occhiolino, si avvicina e abbassa la voce. Mercoledì te lo dico. Però ricordamelo. No. Non gliel'ho ricordato. Perchè mi ha fatto quasi paura, sinceramente.
-Le insegnanti delle aspiranti estetiste ti dicono cose tipo. Vieni Mercoledì che fai l'ultima lezione e ti rilascio l'attestato. E il giorno prestabilito tu entri a scuola e pensi. Si. Non ci metterò mai più piede. Ma poi scopri che devi tornare settimana prossima a ritirare il suddetto attestato perchè pare che due settimane non siano sufficienti per prepararlo. Chissà quando lo preparerà. Forse tra la merenda delle 10 e quella delle 11. Che tenerezza.

Comunque. Gente. Ve lo devo dire. E' FINITA. Sono ufficialmente fuori dai giochi.  Non rivedrò mai più la donna che quando vede i peli vomita. E nemmeno quella che voleva i miei stivali ma sa bene che non li avrà mai. E nemmeno quella che faceva la simpatica ma dopo la lezione scappava per paura che la uccidessi. Forse mi mancheranno. Ma anche no.

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mercoledì 18 aprile 2012

Monster's ball


E' vero. Argomenti difficili da trattare. Pena di morte, razzismo, disperazione e solitudine. Un grande cast, anche. Billy Bob Thornton, Halle Barry, lo scomparso Heath Ledger e Peter Boyle nei panni dell'anziano padre malato. Però a me non è piaciuto, ecco. Non so cosa dirvi. Cioè mi aspettavo che succedesse qualcosa che non è successo, probabilmente. E poi boh. Non è che io sia una moralista ci mancherebbe. Però secondo me c'è una scena di sesso esageratamente lunga. E io ho la mia particolare visione delle cose. Non è che il sesso sia un male nei film. Anzi. Però io la vedo così. Si alla scena di sesso, ma breve. Perchè noi spettatori lo capiamo che lo stanno facendo, eh? Non è che ci sia bisogno di farcelo vedere tutto tutto. Poi vuoi che in questo caso il sesso fosse una parte importante della trama, vuoi che volevano farci vedere la disperazione (mah.) dei protagonisti e va bene. Però zero. Poi verso il finale questo che fa a lei del sesso orale e poi le chiede "ti è piaciuto? ti ho fatto male?". Ma dai. Cos'è non avevano più idee per i dialoghi? Mah. Molti l'hanno giudicato intenso e volutamente banale. Io l'ho trovato una noia. Sicuramente ad altri ha trasmesso qualcosa che a me non è arrivato. Io lo boccio, comunque. Se qualcuno di voi l'ha visto mi  piacerebbe avere le vostre opinioni. Magari sono io che non capisco un cazzo. Magari.

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martedì 17 aprile 2012

Un premio non me l'aspettavo!


Qualche giorno fa Violet mi ha assegnato questo premio. Beh. Prima di tutto, grazie mille! E' il primo che ricevo e sono contentissima. Devo ammettere che sono andata leggermente in panico e ho fatto alla mia amica Patty mille domande a riguardo. E grazie ai suoi saggi consigli ho finalmente capito cosa devo fare. Il regolamento è questo. Devo rispondere a otto domande oppure dire sette cose di me che non ho ancora detto. E assegnare il premio ad altri quindici blog. Quindi ecco qui.

1.Qual'è la tua rivista di moda preferita?
Vanity Fair e Tu Style. Parimerito. No scusate. Anche Donna Moderna.


2.Chi è il tuo cantante/band preferito?
Eheh. E qua son cazzi. Ne cito alcuni perchè davvero non so scegliere. Dunque. Blink 182. Sum 41. Papa Roach. The All American Rejects. Paramore.

3.Chi è la tua YouTube guru preferita?
Ecco. Io YouTube lo apro solo per guardarmi i video musicali. E stop. Però La Zia e Mister Ade mi fan vedere un sacco di gente idiota di cui non ricordo i nomi.

4.Qual'è il tuo prodotto make up preferito?
Matita nera e mascara.

5.Dove ti piacerebbe vivere?
In Toscana. In un paesino circondato da bellissime mura medievali.

6.Qual'è il tuo film preferito?
Eheh. E son di nuovo cazzi. Non ce l'ho un film preferito. Ma posso citarne qualcuno. Il favoloso mondo di Amelie. Batman begins e il cavaliere oscuro. Danny the dog e altri film con Jet Li. Underworld. Io, robot e altri film con Will Smith. Juno. The blind side. E basta perchè potrei andare avanti all'infinito. Non chiedetemi MAI qual'è il mio film preferito. XD

7.Quante paia di scarpe possiedi?
La domanda giusta è: quante paia di scarpe possiedono te?

8.Qual'è il tuo colore preferito?
Ultimamente fucsia e giallo che poi non è esattamente giallo ma io sono ignorante in materia e non so come diavolo si chiami quel colore.

Infine ecco i blog che mi piacerebbe premiare:

Stylebunny

Pensieriecassate

I diari dello scooter

 Volevo fare la rockstar

Choose Happiness

Il pazzo mondo di Fiona

I'm not gossip girl

Viaggiando (meno)

Morbidosamente io

Navigo a vista

Donne in ritardo

Ritroviamoci in cucina

Mamma mi ha punto una zanzariera

Che birba

Single & Sbronza

Avrei voluto premiare anche il blog di Violet ma non si può, mi han detto. Comunque è come se l'avessi fatto. Grazie & pace.

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Star bene mi uccide


Di Lynda Barry. L'ho preso in biblioteca qualche giorno fa. È il racconto/diario di Edna, una bambina bianca che vive in una strada dove a un certo punto cominciano a trasferirsi famiglie di neri. Cosa mai successa prima. Che bianchi e neri si mischiassero, intendo. A Edna non è permesso parlare con loro. Ma nonostante questo la piccola fa amicizia con una ragazzina nera di nome Bonna. In un 1960 in cui l'integrazione è possibile ma ancora difficile. Se vi va di leggere questa storia piccola come la voce della bambina che la racconta, forse vi renderete conto di tante cose. Tipo quanto il razzismo possa essere abominevole. Allora come oggi. Purtroppo.

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lunedì 16 aprile 2012

Oggi ho imparato che

Se hai una casa in costa azzurra che si affaccia direttamente sulla spiaggia è una disgrazia. Perchè ti tocca subirti il casino di tutti quelli che fanno il bagno. Cioè. Parliamone.
Esiste una cosa che è tipo una mousse d'uovo già pronta per fare le frittate, la carbonara, le crepes e cose così. Dura sei mesi e puoi tenerla fuori dal frigo. Dio mio che schifo. Ma voi la comprereste?
Se vuoi fare la vamp e te ne vai in giro tutta vestita di nero, guardi tutti con occhio semichiuso, fai la voce sexy da intrattenitrice telefonica e c'hai lo stivalazzo fino al ginocchio, lucido e col tacco a spillo, ti prego. Impara a camminarci. Perchè nella vita non troverai sempre maniglie che ti evitano di capitombolare in terra come un'idiota. In compenso troverai sempre stronze patentate come me che non sono in grado di trattenersi dal ridere.
Eh? Oggi ne ho imparate un sacco, di cose interessanti. No?

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La triste storia dell'automobilista frustrato

Questa mattina io e Mister Ade stavamo percorrendo in tutta tranquillità la lunga strada che ci porta da casa a lavoro. Io stavo pensando ai cazzi miei, come di consueto. Tra l'altro proprio durante il viaggio mi è venuta un'idea fantastica per un romanzo che ho già appuntato sul mio nuovo quadernetto che mi ha donato Sabato La Zia insieme ad altre cosine che poi vi mostrerò. Ma torniamo a noi. Mentre ci accingevamo a superare una rotonda un'altra vettura ha tentato di tagliarci la strada. Inutilmente. Perché noi abbiamo una supercar. Insomma. Questo si è pure sentito in diritto di suonare il clacson e incazzarsi. Ma va bene. A Milano funziona così. Poco dopo eravamo sulla corsia di sorpasso e un deficiente che stava sulla corsia di destra ha tentato di passarci davanti e pure senza freccia. Non riuscendo nel suo intento il simpaticone ci ha poi raggiunto più avanti, ha abbassato il finestrino e, a una velocità di circa 90 km orari, ha sputato nella nostra direzione. A quel punto Mister Ade ha cominciato a dare i numeri. Giustamente. Si è affiancato e gli ha chiesto quale fosse il suo problema. E questo ha cominciato a inveire e a farci segno di accostare. Ma Santo Dio. Davvero voleva litigare per una cosa del genere? Noi l'abbiamo ignorato e siamo andati avanti per la nostra strada. Parlando tra noi dell'accaduto ci siamo ricordati delle numerose vicende passate, simili a questa. Una volta Mister Ade era fermo nel traffico. E uno squilibrato che non riusciva a passare è sceso dall'auto e ha preso a dare calci alla portiera di Mister Ade che è subito sceso per farlo smettere. Morale questo ha cominciato a prenderlo a pugni. E lui si è difeso, ovviamente. Poi questo è scappato come un pirla. Siamo in una città di pazzi. Pure a me ne son capitate di tutti i colori, eh. Una volta un tizio ha abbassato il finestrino e mi ha urlato "ti sparo in faccia". Perché voleva immettersi in superstrada prima di me. Un'altra volta stavo in corsia di sinistra e superavo due macchine. Un tipo mi si mette a culo e mi fa gli abbaglianti. E comincia a pressare per farmi spostare. Ma dove cazzo vuoi che vada? Aspetta che finisca il sorpasso e mi levo, no? No. Beh alla fine mi sposto a destra e questo mi supera. Poco più avanti si sposta sulla mia corsia e cosa fa? Inchioda. Di botto. Io non so come riesco a non andargli addosso e mi fermo a pochi centimetri da lui. E questo non riparte. Se ne sta li in mezzo alla carreggiata. E mi guarda dallo specchietto. Capirete lo spavento. Lo volevo uccidere. Pensavo cazzo quanto vorrei una mazza da golf in questo momento. Alla fine riparte ma va piano e si lascia superare. E io son tornata a casa con l'angoscia che mi seguisse e mi facesse a pezzetti piccoli piccoli. E potrei raccontarvi un sacco di altri episodi come questi. Gente che si ferma davanti a un'auto stile inseguimento poliziesco e spacca i vetri con una mazza. Gente che ti supera e poi accosta e si mette in mezzo alla strada per farti fermare. E cose così. Però voglio arrivare al concetto. Se abitate in una città come Milano e siete automobilisti ricordatevi un paio di semplici cose. Se incontrate individui di questo tipo, e credetemi ce ne sono un sacco, non date loro corda. Cercate di comprendere la loro triste e inutile esistenza di automobilisti frustrati e andate per la vostra strada. Però, ecco. Se proprio vi trovate nella merda, tirate fuori il cric da sotto al sedile. Potreste averne bisogno. E non per smontare una ruota. Pace.

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Sweet home Alabama (Tutta colpa dell'amore)

Insomma. Classica commedia romantica americana. Lei scappa dalle sue origini campagnole e diventa una grande stilista a New York. Dove incontra anche il principe azzurro (cioè roba tipo che lui è il figlio del sindaco ed è pure un romanticone paura. le fa trovare la casa piena di rose e poi le telefona e le dice "una rosa per ogni volta che ho pensato a te stanotte." parliamone.). Comunque. Dopo aver accettato di diventare la moglie di tal Patrick Dempsey, (questo qui, per intenderci.

mica scema, eh?) decide di tornare in Alabama per dare ai suoi la lieta notizia di persona. Ma non solo. Perchè la furbetta pare che sia già sposata con questo tizio.


Tale Josh Lucas. Ecco. Io ho tifato per lui fin dal primo momento. Non per togliere qualcosa a mister romantico lì sopra, eh? Ma ne vogliamo parlare? Ad ogni modo. Nel tentativo di convincere occhioni blu a firmare le carte del divorzio, la donzella riassaporerà il suo passato e. E poi non vi dico più niente. Non vorrei mai togliervi la soddisfazione di scoprire da soli quale tra i due la signorina abbia scelto. Vi sembra? Ma passiamo alla votazione. Si, carino. Se vi piacciono le commedie leggere o se vi divertite, come me, a scommettere sul prossimo colpo di scena e sul finale. Brava Reese Witherspoon. Mi è sempre piaciuta abbastanza. E avrete già capito cosa penso dei due protagonisti, immagino. Secondo me vale la pena guardarlo solo per loro. Ma si sa. Io sono una pervertita.

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sabato 14 aprile 2012

Immaturi


Lo ammetto. Non sono una grande estimatrice del cinema italiano. A parte rari casi. E, in effetti, questo film potrei infilarlo proprio nella sezione dei rari casi. Carino e divertente. Neanche una scena di sesso! Incredibile, vi pare? Non me l'aspettavo davvero. E poi ci sono Luca e Paolo che io adoro. E adoro anche Ricky Memphis (perchè mi piaceva un sacco in Distretto di Polizia). E adoro anche Raoul Bova (inutile dirvi il perchè). Mi è piaciuta anche Ambra Angiolini (devo dirlo? grande figa. sul serio) nella parte della malata di sesso (che, contro ogni mia previsione, non accenna a farlo neanche una volta). Comunque. E' la storia di questi tizi che vengono chiamati a rifare l'esame di maturità perchè, per colpa di non so chi, il loro diploma (preso vent'anni prima) risulta non valido. Quindi si incontrano dopo tanti anni e vengono tirate fuori alcune cose del passato che li aiuteranno anche a capirsi e, finalmente, a crescere. Promosso. Se avete voglia di un film leggero.

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venerdì 13 aprile 2012

Bagno multifunzione

Forse voi ancora non lo sapete. E potreste, giustamente, obbiettare che se non lo sapete è perchè io non ve l'ho detto. Bene. Ve lo dico ora. Io sono una fanatica di prodotti naturali. E dato che in questo momento mi sto preparando un bagno a prova di bomba, mi è venuto in mente che sarebbe figo condividere con voi alcune delle mie abitudini naturalistiche. E detto fatto. Quindi. Oggi vi parlo di questo bagnetto a base di argilla verde, sale marino integrale e bicarbonato di sodio. L'argilla ha svariate proprietà. E' lenitiva, purificante, levigante e antibatterica. Aggiungerla al vostro bagno vi permetterà di eliminare le tossine dalla pelle e purificarla abbondantemente. Oltre che a sgonfiare le gambe affaticate. Il sale marino da parte sua aiuta a combattere la cellulite, rassoda i tessuti ed elimina i gonfiori. Mentre il bicarbonato ammorbidisce la pelle anche nei punti più difficili. Inutile dirvi quanto potreste uscirne beate, dopo una cosa del genere. Ovviamente più vi ci squaquaranzate dentro meglio è (si. il termine squaquaranzate l'ho allegramente inventato). Comunque. Siccome io sono un tipo esoso in genere completo il trattamento con una bella strofinata di argilla Ghassoul. Che è un'argilla saponifera molto usata in Marocco e giù di lì. Anche questa è estremamente purificante ed emolliente. Dovete preparare una pappina densa con argilla e acqua ed usarla come se fosse una crema (non utilizzate, però, recipienti o cucchiaini di acciaio che potrebbero comprometterla. questo vale anche per l'argilla verde.). E' perfetta per i capelli tendenti al grasso che quindi si sporcano facilmente e per le pelli impure. Bisogna massaggiarsela sul corpo come si deve per ottenere uno splendido effetto scrub. E usarla al posto dello shampoo. Io di solito su viso e capelli la lascio anche agire una decina di minuti, prima di sciacquarla. E se avete i capelli lunghi non vi servirà usare il balsamo. Saranno soffici e pettinabilissimi. Uscirete da lì morbide come il culetto di un neonato, come si dice. Certo, se siete affezionate alle profumazioni intense del vostro bagnoschiuma, forse potreste anche avere qualcosa da dire a riguardo. Però. E ormai lo sapete che sto però io ce l'ho sempre pronto, no? Però ci sono una miriade di oli essenziali con cui potreste sbizzarrirvi sia per i profumi che più vi piacciono, che per le svariate proprietà che ognuno di questi ha. Vi basterà scegliere quello che fa per voi e metterne qualche goccia dentro all'argilla prima di buttarla in acqua. Provare per credere.

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Doni da Londra

 

Salve, gente. Prima di tutto mi sento in dovere di accennarvi che questa mattina sono di umore strano. Tendente al pessimo. Sarà (forse. ma solo perchè è la prima cosa che mi viene in mente) perchè stanotte mi sono svegliata circa duecento volte causa zanzare che mi ronzavano intorno all'orecchio e che sono pure riuscite a mangiarmi viva? Persino sulla guancia, porca la zozza. Non vi dico le bestemmie. Oltretutto sono in fase pre-ciclo. Capirete quanto io possa essere simpatica, in questa situazione. Comunque. In realtà son qui per una cosa più lieta. Ovvero gongolare allegramente per i doni che la mia amica Patty mi ha portato ieri da Londra. In cambio di un taglio alla frangetta (venuta benissimo, tra l'altro). Quello che potete notare qui sopra è un bellissimo braccialetto che starà divinamente con gli swanza. Io già lo so. Perchè sono avanti. E perchè me l'ha detto anche Patty. Mentre qui sotto ecco questa fantastica sciarpona fucsia con le stelline. Roba che, appena l'ho vista, ho cominciato a saltellare e fare urletti come solo una quindicenne in estasi. E ho detto tutto.

 

Insomma. Dopo tutte queste belle cose siamo andate a mangiare un gelato megagalattico in un bar/pasticceria/gelateria/quant'altro estremamente rinomato da queste parti. Roba che il cono piccolo costa tre euro. Però è davvero superbuono. Ma. Se, così per caso, decidessi di sederti a un tavolino (cosa che, intelligentemente, non ho mai fatto. anche grazie ai racconti di chi ha provato il brivido di questo sport estremo) a bere un caffè e mangiare un croissant (che raffinatezza) potresti davvero lasciarci lo stipendio. E, dato che non siamo tutti politici o parlamentari (quindi il gelato, il caffè, il cinema, il ristorante, la spa eccetera siamo abituati a pagarceli di tasca nostra), noi (gente comune con lo stipendio più basso d'Europa) ben sappiamo quanto una cosa del genere possa essere controproducente. E va bene. Detto questo concluderò e inizierò (con immensa gioia) questa mia fantastica giornata lavorativa. Prima che arrivi Il Disturbatore a chiedermi cosa fai cosa non fai cosa scrivi e le solite cose. Che bello.


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giovedì 12 aprile 2012

Tredici variazioni sul tema



Allora. Non mi è dispiaciuto, eh? Però non posso certo dire che sia un film di quelli che ti lasciano senza fiato, insomma. E poi il finale mi ha lasciata un pò perplessa. Volevo di più, sinceramente. Comunque. La storia è un intreccio delle vite dei personaggi. Tema la felicità. Come si ottiene. Come la si può perdere. E' questione di fortuna? Di ottimismo? O semplicemente bisogna andarsela a cercare? Non c'è molto altro da dire su questo film, in realtà. Non vorrei rischiare di rovinarvelo dicendovi cose che dovreste scoprire guardandolo. Perciò niente. Io lo promuovo. Anche se non a pieni voti. Poi vedete voi. Ovviamente.

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La compagna di scuola


Allora. Eccomi al secondo libro della Kinsella. Devo dirlo, sono soddisfatta anche di questa lettura. La storia parla di tre colleghe/amiche che si ritrovano nello stesso bar di Londra il primo di ogni mese. E (cosa tipicamente femminile) parlottano, spettegolano, si confidano e bevono tanti cocktail. Questa volta, però, le cose stanno per cambiare. Intanto una di loro è incinta e sta per trasferirsi in campagna (definitivamente, ma questo le amiche non lo sanno perchè lei non ha avuto il coraggio di dirlo). Mentre un'altra sta per incontrare una vecchia compagna di scuola (con la quale lei si sente terribilmente in debito a causa delle malefatte del suo defunto padre) che le cambierà drasticamente la vita. Tra depressioni post-partum, illusioni e ingenuità varie, le tre amiche litigheranno, se ne diranno di tutti i colori, si perderanno di vista e si riconcilieranno per risolvere i vari guai in cui la Kinsella ha deciso di metterle. E si ritroveranno diverse. E consapevoli di quanto grande possa essere un'amicizia. Carino. Ti prende perchè, nonostante la leggerezza della storia, l'autrice riesce a creare situazioni intricate che tu non vedi l'ora di capire. E sapere come andrà a finire. Promosso.

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mercoledì 11 aprile 2012

Se la viene giù

Mi pare ovvio, no? Se io devo uscire a piedi, prendere i mezzi e vestirmi figa causa serata negli studi televisivi di Cologno Monzese per vedere Le Iene, fuori se la diluvia che è un piacere. Tra meno di mezzora devo essere dall'estetista (che mi ha trovato un posto di culo. e nemmeno per fare tutto quello che mi serviva fare ma giusto una dose. poi mi toccherà aspettare un botto prima di riuscire a completare la faccenda) e sto guardando speranzosa fuori dalla finestra sperando che, almeno per un pò, la smetta di venir giù il finimondo. Ovvio che no. Mica posso essere così fortunata, io. Dovrei anche andare in posta a pagare una bolletta scaduta. Cosa che non avrei nessuna voglia di fare nemmeno se il sole mi entrasse in casa, mi prendesse e mi spingesse fuori, dolcemente. Figurarsi con sto tempo infame. Esiste l'addebito su conto corrente, direte voi. Si. Ma io non mi fido. Di nessuno. Tanto meno di quelli che vogliono ciucciarmi i soldi. Perciò. Vai in posta e non rompere i maroni. Essì. Mi pare anche giusto. Comunque. Sono posseduta da uno stato mentale che mi provoca assuefazione da pigiama. Una di quelle cose che non auguro a nessuno. Perchè portano alla pazzia. Sapete? Follia vera e propria. Quelle cose che non puoi assolutamente controllare. E ti ritrovi a sgranocchiare patatine sul divano, sbriciolandoti addosso, con gli occhi spiritati. Travolta da un'ondata di passione per gli episodi di Medium (in attesa di quelli nuovi delle Desperate). E ti dimentichi che nella vita ci sono un sacco di altre cose da fare. Come per esempio lavare i piatti dell'altro ieri. O andare avanti con il tuo cazzo di romanzo. Che dici sempre. Oh si aspetta che io mi trovi a casa e vedrai come me la scrivo. Andrà pur finito, no? O magari cominciare a pensare a come vestirti stasera. Cosa che, senza alcun dubbio, ti ritroverai a fare all'ultimo momento. Dopo che ti sarai fatta il bagno. E girerai mezza nuda in preda al panico, bestemmiando per non averlo fatto prima. Rischierai fortemente di perdere uno dei pochi pullman che passano di qui per portare la gente alla salvezza. E se passa in anticipo, beh, cazzi tuoi, cocca. E mettiti come si deve quel mascara, porca miseria. Che non posso mica star qui a farti da balia, io. Che c'avrei anche altro da fare.

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Penne integrali porri & zafferano

 

Queste le ho fatte settimana scorsa. Avevo ancora un porro che mi guardava speranzoso dal frigo. E, avendo già fatto il risotto, ho dovuto inventarmi qualcosa di alternativo. La ricetta originale prevedeva l'aggiunta di panna. Ma io non la amo particolarmente. In parte perchè c'è quel detto, no? Che quando un cuoco mette la panna è perchè il piatto risulta mediocre. O qualcosa di simile. Comunque. Queste erano buone così, secondo me. Ecco la ricetta.

Ingredienti:

  • Penne integrali
  • un porro grande
  • una bustina di zafferano
  • olio extravergine di oliva
  • parmigiano (se vi piace)
Preparazione:

Tagliate a fettine sottili il porro e fatelo soffriggere a fuoco basso in una casseruola con l'olio. Lasciatelo andare qualche minuto poi aggiungete un mestolo d'acqua, salate e coprite. Di tanto in tanto mescolate e, se vi sembra asciutto, aggiungete un altro mestolo d'acqua. Deve diventare piuttosto cremoso. A questo punto aggiungete lo zafferano. Cuocete la pasta e conditela col sughetto.  Una spolverata di parmigiano e via. 

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martedì 10 aprile 2012

Pasqua a zonzo


Ecco. Intanto buona Pasqua in ritardo a tutti. Oggi sono a casa perché (cosa stranissima) ieri sera Il Disturbatore mi ha whatssappato dicendomi che se volevo potevo prendermi un giorno. Wow. Mi son svegliata alle nove con un gran senso di colpa e sto meditando se docciarmi e prendere il bus per andare in negozio. Non c'è niente da fare. Ce l'ho nel DNA. Comunque. Domenica io, Mister Ade e Il Disturbatore abbiamo preso I Nani e siamo andati a fare un picnic in questo posto stupendo. C'era un gran sole ma anche un discreto vento che rompeva parecchio i maroni. Però ci siamo divertiti lo stesso. Soprattutto i miei Nani che hanno corso come matti e han tentato di uccidersi a vicenda un po' di volte. Li ho riportati dalla Madre con qualche livido e stanchi morti. Ad ogni modo. Il posto stupendo è a Canzo. Precisamente località Gayum, dove ci sono le fonti dell'acqua. Eccovi un mini reportage.


Questa che vedete qui sopra è una delle tante cascatine che I Nani mi han fatto fotografare mentre andavamo su per il sentiero.


Questo è uno sbocco sul fiume, dove ci siamo fermati per tentare di mangiarci i panini, sfidando il vento.


Questa è meravigliosa, lo so.


Qui c'era un gioco di colori nell'acqua che mi piaceva un sacco.



E questa è la meraviglia della natura. Che dire. Bello davvero. Altro che Milano. Io in un posto così ci vivrei mille volte più volentieri. Una bella casetta sul fiume. Che in estate hai talmente tanti insetti in casa che ci puoi tranquillamente fare amicizia. E organizzare party ogni sera. Che la mattina esci e vai a riempirti le bottiglie con l'acqua della fonte. Che se vai a fare jogging non devi usare la mascherina. E che se entri in un bar tutti ti salutano e ti sorridono, chiedendoti come sta la famiglia. Non vi sembra un'ottima idea?

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sabato 7 aprile 2012

Session 9


Allora. Comincerò col dirvi che la visione di questo film ha causato una semi-litigata tra me e Mister Ade. Cose tipo. No io gli horror di sera non li guardo! Scordatelo! E lui. Guarda che non hai più cinque anni. Poi abbiamo risolto. E, ovviamente, ha vinto lui. E film sia. Posso dirlo? Una noia mortale. Con questa musichetta inquietante tutta uguale, storia poco avvincente e attori tutto fuorchè convincenti. La trama è più o meno questa. Ci sono questi tizi che devono fare una bonifica in questo ex manicomio. Togliere l'amianto, per intenderci. Delle loro storie si capisce poco e niente e quello che si capisce è comunque noioso. Uno di loro sparisce e gli altri non lo cercano perchè un altro (che lo odia perchè gli ha fregato la donna), felice di essersene liberato, si inventa che è scappato tipo a Miami. Ma noi, che in quanto spettatori vediamo tutto e siamo al di sopra di tutti, sappiamo che, invece, a tizio è successo qualcosa. Cosa? Boh. Insomma. Questi cominciano a sospettare gli uni degli altri e alla fine viene fuori che il capo del gruppo è un pazzo. Uno serio, eh? Con tanto di tic all'occhio e voce che gli parla in diretta dal suo cervello. E cosa fa, questo adorabile mattoide? Li ammazza tutti. Ecco. Finito. E mi son permessa di raccontarvi il finale così se per caso vi venisse voglia di guardarlo ve la fate passare. Perchè davvero non ne vale la pena. Poi, oh, son gusti. Ma per quel che mi riguarda, beh, pessimo.

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venerdì 6 aprile 2012

Una bella giornata


Mercoledì dopo il corso mi sono incontrata con la mia amica Patty per passare, finalmente, una giornata insieme. E chiacchierare incessantemente passando da un discorso all'altro facendo fatica a concluderne mezzo. E scambiarci occhiate che dicono tutto. E che ci hanno ormai convinte di essere sincronizzate. E abbuffarci di cibo etnico, giustamente. È stata una splendida giornata, a parte la pioggia. E siamo riuscite a vedere il Duomo senza impalcature dopo non so quanto tempo. La cosa andava adeguatamente immortalata. Non so se mi spiego. Comunque. A mezzogiorno spaccato ci siamo fiondate in un carinissimo ristorante indiano in zona porta Venezia. Rajput, per intenderci. Eravamo le prime clienti. E probabilmente le più affamate, come di consueto. Il pranzo è stato perfetto. Frittelline di non so quale verdura (fantastiche!), accompagnate da cipolle piccanti, salsine allo yogurt e al tamarindo e pane croccante al cumino. Poi riso speziato, curry di verdure, crema di lenticchie e pane indiano. Era tutto buonissimo. E noi ci siamo divertite ad ascoltare le conversazioni di una tavolata di sciurette poco distanti da noi. In realtà quando una di queste si è messa ad urlare in maniera piuttosto maleducata contro il povero cameriere perché voleva sapere se nel piatto che le aveva appena portato c'era la farina ci siamo anche un po' irritate. Una cosa tipo "CHE FARINA C'E' QUI DENTRO. VOGLIO SAPERLO." E lui, imbarazzatissimo. "Non c'è farina, signora. Gliel'ho già detto.". "AH SI? E QUESTI CON COSA LI AVETE FRITTI? EH? NO PERCHÈ IO STO MALE SE MANGIO LA FARINA, CAPITO? CAPITO?". Cazzo. Abbiamo trattenuto a forza i rispettivi complessi da supereroe e non siamo intervenute in suo salvataggio. D'altronde stavamo mangiando. E comunque forse non sarebbe stato il caso. Anche perché, è vero che erano vecchiette, ma erano pur sempre in sette. E noi in due. Perciò. Comunque. Ecco un mini reportage del nostro cibo.




Ed ecco i piatti perfettamente lucidati dalla scarpetta col pane caldo strabuono.



E, per finire, i semini colorati che il simpatico cameriere ci ha dato per rinfrescarci la bocca dopo il pasto. Che la mia amica ha mangiato felicemente (scoprendo, tra l'altro, che dopo un po' che li teneva in mano le coloravano le dita) e che io ho sputacchiato piuttosto rozzamente per tutta la via. Ma è da me.



Con la pancia piuttosto piena ci siamo avviate in centro per fare un giretto tra i negozi. E, stranamente, siamo state bravissime. Non abbiamo speso un centesimo. Forse anche perché tutte le cose che ci piacevano costavano troppo. A nostro parere. (comunque io ho puntato un sacco di roba colorata e piena di teschi e può essere che uno di questi giorni torni alla carica. perché quando mi metto in testa una cosa... mannaggia a me.) Quindi abbiamo rinunciato e siamo passate dal mio negozio per fare una sosta merenda (sì. abbiamo avuto il coraggio di mangiare ancora.) con i dolcini preparati con le mie mani che volevo assolutamente che Patty assaggiasse. In ultimo abbiamo fatto un viaggetto in biblioteca perché io dovevo restituire dei libri. E ho constatato che andarci con la mia amica è un sacco più divertente perché abbiamo valutato insieme che libri prendere e ci siamo scambiate consigli letterari utilissimi. Mentre quando ci vado trascinandomi dietro Mister Ade (che se potesse piuttosto si stenderebbe in mezzo alla via Palmanova in attesa di una dolorosa fine) mi sento sempre in colpa e cerco di scegliere in fretta. Evitando i suoi sguardi imploranti. Che poi diventano scocciati. Che poi diventano incazzosi. Che poi lasciano spazio a un enorme sospiro di sollievo quando finalmente mi avvicino dal bibliotecario per concludere la cosa. Comunque. Ho preso quattro libri di cui presto posterò le recensioni. Dato che Patty mi ha detto che le aspetta con ansia. E per concludere, beh, è stata proprio una bella giornata! Strano, eh?

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giovedì 5 aprile 2012

La pasqua.

Ecco. Sono in fase di odio totale. Nervi tesi e tutto il resto. Questo perché ho un rifiuto verso ogni stramaledetta festa comandata. E adesso arriva la Pasqua. Eccola li. Hanno cominciato a rompermi l'anima settimane fa. Oh dobbiamo organizzare per Pasqua eh? Tu cosa fai? Dove vai? Perché? Cazzo. Una volta tanto che ho un paio di giorni liberi in cui posso decidere di farmi i fattacci miei ecco che parte la tiritera che le feste si fanno coi parenti e cose così. Va bene. Dopo essermi fatta stressare a lungo decido di accettare un pranzo. Badate bene, UN PRANZO. Ma ovviamente questo non basta. E nonostante io abbia cercato di chiarire bene il concetto pare che nessuno voglia darmi retta. Insomma secondo loro io devo regalare alla storia della pasqua tutti e due i miei cazzutissimi giorni di riposo. Cioè, ma vi pare? E poi, fantastico! Si parte con la sfilza di programmi sul cosa fare che vengono puntualmente modificati circa ogni 4 secondi di media. Cosa che io non riesco davvero a sopportare. Si. Perché, per la miseria, io ho una vita. E anche parecchio incasinata, se devo dirla tutta. E certe cose me le devo preparare. Andiamo in montagna. Ok. No in montagna no, facciamo il picnic. Ok. Andrò a fare la spesa. No il picnic non si fa più, andiamo dalla zia. Ok. Non andrò a fare la spesa. No vabbè facciamo il picnic. Oooooooooooooh! Non è che posso star dietro ai loro stupidi cambi di programma e limitarmi a fare si con la testa. Oltretutto succede che la gente si autoconvinca di aver detto cose che in realtà ha solo pensato e io non ci capisco più niente. E se per caso faccio notare che no. Io questa cosa non la sapevo. Non mi è stata detta. Non sono stata aggiornata in tempo reale. Vengo guardata come se fossi scema. No, Ade. Ti sbagli. Io TE L'AVEVO DETTO. Vi prego regalatemi una palla di cristallo. Un amuleto. Un biglietto per l'Australia. Qualsiasi cosa. Quindi? Quindi mi son girate le palle e ho tentato di spiegare al Disturbatore che non sono molto felice di corrergli dietro in tutto questo e lui (ma non avevo alcun dubbio) si è profondamente offeso. E ha sentenziato. Allora organizzati per i fatti tuoi e vai a quel paese. Sto seriamente pensando di prendere la palla al balzo e addio. Santa pazienza. Ma non pensate che sia finita. No. Perché oggi ha anche pensato di dirmi che dobbiamo organizzare le vacanze estive! È un incubo. Svegliatemi, vi prego.

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Torta Carote & Yogurt



Eh si. Mi sto sbizzarrendo, ultimamente. Insomma. Ieri sera ero ispirata e con l'aiuto di una ricettina trovata su internet ho prodotto questa tortazza strabuona. Devo ammettere che la mia ispirazione è sorta anche grazie a tutti complimenti che la mia amica Patty ha sciorinato dopo aver assaggiato i miei Muffin CioccoAranciati e la mia torta yogurt e cioccolato. Son soddisfazioni. Ma ecco la ricetta.

Ingredienti:

  • 4 carote
  • 220 gr di farina
  • 100 gr di zucchero di canna
  • 1 vasetto di yogurt bianco
  • 2 uova
  • scorza di mezzo limone
  • 1 bustina di lievito
  • 3 cucchiai di olio di semi di girasole
Preparazione:

Allora. Separate i tuorli dagli albumi. Sbattete i tuorli con lo zucchero. Aggiungete la farina poco alla volta, continuando a mescolare. L'impasto risulterà un pò durino e a quel punto aggiungete l'olio. Montate gli albumi a neve e aggiungeteli all'impasto insieme allo yogurt, la scorza del limone e le carote grattuggiate. In ultimo aggiungete il lievito. Foderate uno stampo con carta da forno e cuocete a 200° per circa 35 minuti. Fatela raffreddare e... magnatevela! 

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I passi dell'amore


Che dire. Carino, eh? Però. Mah. Sarà che io sono una noiosona che adora scommettere su come andrà a finire il film. E, non per vantarmi, ma per la miseria ci azzecco sempre. Comunque. Estremamente prevedibile e strapieno di cliché. Tipo che lui è il bad boy della scuola. Quindi ascolta musica rock (non capisco perchè cazzarola devono sempre associare il rock ai cattivi. Boh.), fa a botte, beve e quant'altro. Lei è la sfigatona (che poi è una stragnocca. E pensano che mettendole il vestito della nonna nessuno noterà che è una stragnocca. Vabbè. Solo nei film certe cose.). Ad ogni modo. Lui fa una cazzata con il suo gruppetto di idioti e viene spedito a frequentare tipo corsi extra o robe simili dove, guarda un pò, c'è anche lei. Morale. Lui mi si invaghisce e mi diventa il prototipo ideale di bravo ragazzo. E fin qui tutto bene, no? Si. E l'esperienza mi insegna, che quando sta andando tutto troppo bene significa che sta per succedere qualcosa. E infatti succede. In effetti devo ammettere che non me l'aspettavo, questo colpo di scena. Anche se dopo cinque minuti avevo già indovinato la scena finale. Ma va bene. Insomma. Molto sentimentale, piuttosto banale e fin troppo strappalacrime nell'ultima parte. Insomma. Probabilmente me lo sarò dimenticato nel giro di una settimana. Ma fate voi.

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